Rossometile: Alchemica

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La scelta di cantare in italiano rappresenta il vero motivo di interesse di Alchemica, opera quarta del gruppo salernitano che esibisce una buona padronanza tecnica e delle capacità espressive ben delineate. L’ingresso in formazione di Marialisa Pergolesi ha impresso una svolta decisiva alla carriera dell’insieme, attivo fin dal 1996 ed autore di dischi dai contenuti più vari (dal prog-metal al pop-rock). Una scelta che sicuramente li pone in competizione con tante blasonate entità che il fervido sottobosco italiano genera con una certa continuità, i nostri possonom contare sull’esperienza maturata che viene messa a buon frutto, e che si evidenzia sopra tutto in fase compositiva. Il bravo chitarrista Rosario Ruines Reina fa mostra di tecnica con misura e gusto, la sezione ritmica (a tratti mi pare penalizzata in fase di produzione, che denunzia una certa esilità) stende un tappeto sonoro dinamico e variegato, andando a completare un quadro assai interessante. Sono proprio le diverse anime che Alchemica fa proprie (metal, gothic, anche pop) a renderlo lavoro godibile, ricco di spunti che potranno essere oggetto di ulteriore sviluppo in futuro. Esprimersi in madrelingua può rappresentare un ostacolo altrimenti insormontabile, i Rossometile riescono a superarlo, anche se dovranno tener conto che tale scelta potrebbe limitare la loro proposta al solo ambito nazionale. Certo che la sfida è probante, ma carte da giocare ne possiedono in discreto numero.

 

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