Beta Evers: Delusion

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Personaggio attivo da diverso tempo nel campo dell’elettronica, la tedesca Brigitte Enzler ha pubblicato da poco il debut album del suo progetto Beta Evers con il titolo Delusion. Di un’esperienza formatasi con molti anni di passione musicale, legata soprattutto alla new wave e all’elettronica e di collaborazioni con numerosi artisti, il disco riporta segni evidenti nella varietà delle soluzioni e nella padronanza della ‘materia’: le tracce di Delusion – otto nell’LP e dieci nel CD – hanno le peculiarità di una tradizione che risale ai lontani Kraftwerk, di cui si riconoscono qui echi evidenti, e, fino ad oggi, ha prodotto un’immensa quantità di suoni dalle più disparate ‘coloriture’. Beta Evers opta prevalentemente per formule ‘dark’ ma non se ne lascia dominare, lasciandosi piuttosto ‘trasportare’ da un notevole estro creativo che le consente di sviluppare caratteristiche proprie. La vediamo, quindi muoversi disinvoltamente da atmosfere fredde e ‘futuribili’ ad immagini più elaborate e ricche di contrasti, il tutto ‘condito’ da una vocalità che si dimostra suggestiva anche quando i testi sono minimali, come accade il più delle volte. L’opener “Velvet Leaves” inizia con suoni tesi e rigorosi, abbinati in modo efficace a tonalità vocali deliziosamente languide; poi, “Frozen Breath” opta per uno stile più ‘tosto’, vicino alla ‘ricetta’ ideata dai D.A.F. mentre il canto appare più distante e ‘impersonale’ e “Sore Suspense” propone invece una vibrante ed intensa melodia minimale che Enzler ‘interpreta’ con grazia ammiccante. Alla stessa modalità si allinea anche la seguente “Nothing But Art and Pain” che, grazie all’andamento ripetitivo ed ipnotico e la gradevole armonia delle note del riff insieme al canto accattivante, non si riesce più a dimenticare. Quindi, dopo la nuova incursione nelle sonorità più dure ed essenziali di “Stirring Dreams” e “Skin-Tight” – l’anima ‘robotica’ di Beta Evers! – ci accoglie l’atmosfera ‘tecnologica’ del più ‘polare’ dei giardini d’amore (“Garden of Love”) che comunque non è privo di sensualità; lo stesso può dirsi di “Torrid Illusions”, dalla ritmica più vivace ma non per questo ‘torrida’. Le ultime due tracce, presenti, come si è detto, nel CD e nel digitale, non sono in verità imprescindibili, ma entrambe, soprattutto “Kalt”, introducono elementi dal sapore techno che attestano l’eclettismo e l’ampiezza di mezzi di una musicista valida e fantasiosa.

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