Numa Echos: Shady world

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Prima sorpresa dell’anno appena principiato, Shady world di Numa Echos si configura come espressione di un’anima tormentata, che non si abbandona all’autocommiserazione bensì offre dell’autrice l’immagine nitida di una personalità artistica marcata. Musicalmente in parte debitore di soluzioni già adottate da Marylin Manson e da Trent Reznor, è l’apparato vocale di Shady world a convincere, sopra tutto quando l’ambientazione sonora abbraccia introspettive derive trip-hop, pronte ad esplodere sotto l’incedere di chitarre dall’anima metallica. L’ardore elettrico viene alimentato costantemente da una vena di sottile rabbia, mai esternata con eccessi di violenza, prediligendo l’Autrice lasciar scivolare lentamente le emozioni che scaturiscono dall’ascolto delle sue brevi sinfonie, fino all’urlo liberatorio di quella “Rebel yell” griffata Idol/Stevens che fece (non l’unica) la fortuna del platinato ex-Generation X. Pur trattandosi di esordio, Shady world esibisce una sicurezza invidiabile, è d’altro canto il frutto di una lenta maturazione avendo Numa Echos ed il sodale Filippo Scrimizzi dedicato anni alla sua elaborazione, ed i frutti di tanto impegno sono evidenti in episodi come la folle cantilena di “Insanity” e l’introspettiva “Loosing my senses”, acquendo “Empty” la componente dark del disco, e risolvendosi come uno dei brani meglio articolati e coinvolgenti. Assai curato ed in linea con ciò che queste dieci tracce racchiudono è il booklet, ulteriore conferma della versatilità di Numa Echos.

Per informazioni: http://www.valeryrecords.com
Web: http://www.numaechos.com
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