And We Were Shadows: The Cold Spell

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A distanza di circa tre anni dal primo album Beyond the Lights esce per SDN il secondo lavoro di AWWS, intitolato The Cold Spell. Precisiamo subito che l’umore del duo non è affatto migliorato e la musica di Michele Gelmo e Tommaso Meneghello è, ora come prima, oscura, caratterizzata da scenari introspettivi, per lo più pervasi di tristezza; del resto, le tematiche trattate nei testi – il rimpianto di un passato ormai perduto, il disagio in una società piena di ingiustizie e altri contenuti del genere – sono in linea con questo stato d’animo. A livello di suoni, l’impostazione appare appena meno minimale rispetto all’album precedente anche se con modalità comunque lineari, e l’efficace produzione ne evidenzia la suggestione profonda. Apre con un sorprendente ‘scampanellio’ la title track, per continuare con una parte elettronica di una certa cupa consistenza, che delinea paesaggi ‘remoti’ e un’attitudine vagamente ‘cinematica’: chitarra e canto ‘evanescente’ completano il fascino del brano. Esordisce con un basso ‘speciale’ la seguente “The Things That Never Come” che opta per uno stile ‘disadorno’ ma delicatamente melodico, mentre “Fallen Souls” inserisce una sfumatura ‘drammatica’ accentuata anche da un ‘gioco’ di voci dai toni ‘nostalgici’. Troviamo poi uno degli episodi migliori, “Collapse”, caratterizzato dalla bella interazione di basso e chitarra mentre il mood oscilla fra malinconia e sognante levità; con “When All is Broken Down” il clima torna davvero oscuro e vicino alla darkwave, giacché la chitarra lancia note sofferenti e la ritmica pulsa nervosa, e anche la successiva “Policy” rimane nello stesso ambito, per quanto l’aura opprimente sia dissipata da una melodia più orecchiabile, ‘corroborata’ da una fluida chitarra e da piacevoli ‘variazioni’ alla tastiera. Le sonorità ‘desolate’ riprendono comunque quota in “The Endless Summer”, che non ci risparmia neanche l’esplosione di un temporale, e insistono nel piano e nella ‘doppia’ voce dal sapore onirico di “More” per scivolare piano nell’abbandono senza tempo di “Lullaby For E.” e la sua cupa solennità ‘elettronica’, con la quale si conclude un disco di valore, perfetto per i momenti più intimi, da ascoltare in concentrata solitudine.

Per informazioni: https://swissdarknights.bandcamp.com/album/the-cold-spell
Web: https://www.facebook.com/andwewereshadows
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