buioingola: Il nuovo mare

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Si chiude con la crepuscolare “Il giorno dopo” quella che dovrebbe, stando alle informazioni reperite, essere l’ultima testimonianza dei buioingola, ed il senso di sospensione sull’orlo dell’abisso che la traccia infonde ci abbandona al tormento del dubbio. E’ un peccato che tutto termini proprio lì, e che la mezz’ora e poco più nella quale si condensano sette episodi ove il terzetto si spinge oltre i limiti conosciuti di una forma black/doom in costante evoluzione possa rappresentare la fine del progetto, e con essa di ogni eventuale ed ulteriore possibilità (speranza? termine che dato il contesto non voglio utilizzare) di verificare fino a che punto Diego Chuhan (chitarra e voce), Thomas Gianardi (batteria) ed Omar Bovenzi (basso e voce) potevano osare, trovare un limite alla loro straripante epressività. Maree che montano, e che ritraendosi lasciano dietro di sé poltiglia doom indefinita, che però si mostra adatta alla manipolazione, virate improvvise e stordenti, accelerazioni che trascinano dietro un vortice di new-wave rarefatta, affondata in un claderone di scorie industrial ancora calde, odore di ferro bruciato che penetra le narici ferendo l’olfatto, ossa alle quali brandelli di carne s’avvinghiano ancora tenaci e gocciolanti, “Irriconoscibile” che pare una folle corsa al massacro destinata a schiantarsi contro un monolite nero, cancellando ogni forma possibile di ragione, le scariche di “Attesa”, frustate che s’abbattono sui corpi inerti di masse inebetite da dottrine idiote, Il nuovo mare si appropria di una cultura dark che è il risultato di anni, di decenni di esplorazioni sonore e di ardite sperimentazioni, ma anche di una coerenza formale che ha sovente portato al rifiuto di ogni possibile evoluzione, fino all’ennesimo rigurgito rinnovatore che fa superare di slancio la ritrosia nei confronti del nuovo. Lo sprezzo insensato del crust più feroce ed iconoclasta che affonda le proprie grinfie nel doom più ortodosso, in un’alba senza sole ove nulla pare poter scalfire la cappa di caligine soffocante che opprime la morente civiltà, così si materializza Il nuovo mare che pur troppo non avrà un seguito, salvo ripensamenti dei suoi creatori. Peccato, perchè schegge come “Eclisse” e “Silenzio” hanno tracciato una via che pochi potranno/sapranno seguire.

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