M!R!M: Iuvenis

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Sembrano essersi decisamente ‘schiariti’ gli orizzonti di Jacopo Bertelli aka M!R!M che ha pubblicato quest’anno il nuovo full-length Iuvenis. Ferma restando l’impostazione elettronica dello stile, l’ispirazione alla base della sua musica pare essersi spostata su suoni meno cupi, optando per atmosfere lievi, qua e là addirittura impalpabili, pervase di una malinconia tangibile ma vagamente ammiccante. Per chi abbia amato il precedente Heaven, quindi, una sorpresa inattesa, che non tarderà a manifestarsi a partire dalle primissime note dell’opener “Lotus” : una soffice trama elettronica animata da voci irreali e uno spazio senza confini con le caratteristiche del sogno si ‘associano’ a formare uno scenario dai contorni tenui e sfumati. La seconda traccia, “Crast”, presenta una ritmica più vivace in cui il bel basso emerge con la forza di sempre ma lo ‘spessore’ della parte elettronica prevale comunque sulla voce di cui si percepiscono solo ‘riflessi’ un po’ confusi; poi, “Broken Hearts Club”, uno degli episodi migliori, torna ad una formula ‘wave’ non troppo audace, dall’andamento sobrio e con una melodia che rimane impressa. Ritroviamo sonorità ‘oniriche’ in “Lights From Above” mentre il canto si orienta verso un sussurrio morbido; questa scelta stilistica appare prevalente nel resto del disco, anche se con  soluzioni differenti: in “Grand Duchy of Tuscany” i suoni, per quanto delicati, appaiono più definiti ed abbinati a un ritmo più deciso e, a tratti, anche inquietante, in “Faster Than a Rocket” il clima si fa addirittura ‘giocoso’, ma la strumentale “First Love” è un altro degli episodi felici poiché disegna con pochi suoni gentili appena cadenzati un avvolgente paesaggio notturno pieno di armonia. In ultimo menziono la sorprendente traccia finale “Always Lovers”, sicuramente la più elaborata e composita, che abbina una quantità di sonorità diverse ad una ‘suadente’ parte vocale, concludendo in modo estroso e originale un disco che non ci si aspettava e, nel complesso, merita apprezzamento, pur di non rimpiangere le oscure e visionarie atmosfere del passato.

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