Algernon Blackwood: La valle perduta

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Algernon Blackwood (1869-1951) è sicuramente una delle colonne del fantastico ed è stato un innovatore del genere del weird-tale: Lovecraft trasse grande ispirazione dal maestro inglese, in particolare dalla concezione “dell’indifferenza” e dell’ostilità delle forze soprannaturali nei confronti dell’uomo”. Blackwood fu membro, – come molti altri scrittori dell’epoca fra cui ricordiamo Arthur Machen, scrittore per certi versi a lui accostabile -, della Golden Dawn e fu sempre interessato, come da lui dichiarato, ai poteri e alle facoltà nascosti nell’essere umano. Algernon Blackwood è oggi ricordato anche per essere stato uno dei capostipiti della celebre figura del “detective dell’occulto”. In questo senso, il personaggio di John Silence uscito dalla sua penna, è uno dei più efficaci di questo filone e si va ad affiancare ai vari Carnacki di W.H.Hodgson, Jules De Grandin di Seabury Queen e Harry Dickson di Jean Ray. Oggi purtroppo, se si escludono gli studi di eminenti studiosi del fantastico come S.T. Joshi, non sembra godere della fama che meriterebbe, destino comune questo a molto scrittori del fantastico sepolto.

Fortunatamente in Italia, dopo che le classiche edizioni Fanucci e Theoria sono ormai fuori catalogo e si trovano a prezzi delle volte non accessibili a tutte le tasche, sembra che qualcosa si stia muovendo. Le Edizioni Hypnos hanno pubblicato Discesa in Egitto e ora anche la mitica Dagon Press – casa editrice dietro cui c’è Pietro Guarriello, uno dei più grandi esperti di letteratura fantastica nel nostro paese – rende disponibile un’altra perla nascosta ovvero La valle perduta (The Lost Valley – 1910). Si tratta di una storia intensa e pregna di quel “terrore spirituale” che è forse una delle caratteristiche principali delo scrittore inglese: anche in quest’occasione la “natura” incontaminata e selvaggia fa da sfondo a questa cupa ed inquietante vicenda ambientata nel Giura, nella Francia meridionale. I protagonisti sono 2 gemelli – Stephen e Mark – che vivono praticamente in simbiosi: ognuno è partecipe emotivamente della vita dell’altro. C’è forse qualcosa di morboso in questo rapporto che sembra solidissimo. I 2 viaggiano molto – anche Blackwood d’altra parte è stato un grande viaggiatore traendone ispirazione per i suoi racconti – e giungono infine nel Giura, isolandosi in uno chalet in mezzo alla natura incontaminata. Passano le giornate facendo escursioni e riportando scrupolosamente le loro impressioni. Qualcosa però all’improvviso si rompe: una fantomatica ed esotica presenza femminile distrugge il loro equilibrio. La loro vita ne sarà sconvolta e i 2 verranno infine drammaticamente divisi.

Blackwood conferma di essere un artista dell’atmosfera perturbante: la descrizione della cosiddetta “valle perduta”, un non luogo in cui trovano riparo tutti gli spiriti invisi alle religioni tradizionali, è qualcosa che rimane impresso e non che non lascerà indifferenti gli amanti del “weird”. In appendice c’è un interessante articolo dello stesso Blackwood intitolato La psicologia dei luoghi molto attinente alla storia presentata oltre ad un’accurata bibliografia italiana comprensiva di illustrazioni di vecchie e storiche edizioni. Onore alla Dagon Press per aver disseppellito questa gemma nascosta di un grande autore come Algernon Blackwood: l’auspicio è che magari, in futuro, vengano pubblicati anche altre inediti: parte della sua produzione è infatti ancora purtroppo inedita in Italia ed è un peccato in quanto si tratta di materiale di sicuro interesse come l’importante romanzo The Centaur (1911).

Il volume è disponibile sullo store online della Dagon Press al seguente link: http://www.lulu.com/spotlight/DagonPress oppure scrivendo a [email protected]

http://studilovecraftiani.blogspot.com/2017/09/la-valle-perduta-di-algernon-blackwood.html

Algernon Blackwood – “La valle perduta” – Dagon Press – 166 pagine – Euro 16 – 2017

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