Hybryds: The Ritual of the Rave

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Continua l’opera di disseppellimento, da parte della Zoharum, di materiale di archivio degli Hybryds, gruppo belga  di culto della scena ritual ambient europea. Avevo parlato, in precedenza, delle ristampe di The Ritual Should Be Kept Alive e The Rythm of the Ritual/Ein Fallischer Gott sottolineando le indubbie qualità degli Hybryds e la loro propensione  nel creare ambientazioni rituali ed elettroniche prossime a certe correnti misticheggianti.

Ora è la volta di questo The Ritual of the Rave: anche in quest’occasione ci troviamo di fronte ad una versione espansa e rivista. Rispetto ai dischi precedenti, qui gli Hybryds hanno accentuato la componente ritmica: in certi momenti non siamo lontani addirittura lontani da derive techno che poi prenderanno forma successivamente. A distanza di anni non si può non considerare come questa musica abbia mantenuto intatto il suo fascino e la sua freschezza ammaliando l’ascoltatore. Siamo di fronte ad un’elettronica contaminata con forti influenze etniche. Tracce come “Icarus” e Sjamanistic Dream” sono, a loro modo, dei piccoli classici del genere. In questa nuova edizione c’è anche un gustoso cd bonus che presenta brani inediti registrati dal vivo, apparsi su compilation e mai usciti prima. Fra questi, segnalo un’intensa esecuzione di “Icarus” dal vivo e di “Joy of the World” del progettio Hydra: in realtà quest’ultima traccia è caratterizzata da un’elettronica da dancefloor. Un discorso a parte merita “Octahedron”: in pratica si tratta del primo singolo del progetto, nel solco di sonorità primitive e industrial.

L’album è stato interamente rimasterizzato e si presenta in un elegante copertina digipak. Esce in una versione strettamente limitata a 500 copie. Disponibile su Bandcamp: https://zoharum.bandcamp.com/album/the-ritual-of-the-rave.

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