African Ghost Valley: Royers Talaha

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Luce Sia è un’etichetta svizzera di culto che ormai non dovrebbe essere sconosciuta a chi segue certe sonorità di matrice post-industrial. Ha un catalogo che, in grande parte, è costituito da cassette, un po’ alla maniera dell’industrial carbonaro delle origini dove si possono trovare nomi storici della scena post-indistrial italiana come Maurizio Bianchi, Gianluca Becuzzi, Gerstein F:A:R:, Bad Sector e molti altri. Fra le nuove uscite segnalo il progetto African Ghost Valley, un duo misterioso dal nome curioso. La musica, in ogni caso, non ha nessun aggancio a suoni etnici ma è caratterizzata da un rigoroso noise minimale che affonda le sue radici nella tradizione dell’industrial europeo. In realtà non ci troviamo di fronte a niente di nuovo in questo EP  intitolato Royers Talaha che ha la curiosità di avere, sul secondo lato, le 5 tracce da cui è composto ripetute in ordine inverso. Tuttavia chi ha masticato questo tipo di sonorità troverà pane per i suoi denti. Fra le cupe ambientazioni astratte e cacofoniche come nell’iniziale “cs”, i drones minimali e apocalittici di “ODO”, le atmosfere futuristiche, asettiche e spaziali della title-track, i riverberi cosmici ed elettronici di “VII Ages” e i rumorismi atonali di “RI:OT” gli riescono a dare vita ad un universo impazzito che sembra cadere a pezzi da un momento ad un altro. Chi ha amato i Cranioclast, i Coil più sperimentali e in genere segue la scena post-industrial e noise sicuramente apprezzerà una produzione di questo tipo. Cassetta che esce in’un edizione limita rigorosamente a 60 esemplari. Disponibile su Bandcamp (https://lucesia.bandcamp.com/album/029-african-ghost-valley-royers-talaha) o richiedendelo a LUCE SIA: https://www.facebook.com/LuceSiaLabel/.

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