SAÐÆMØN: The Inner Sky

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Abbiamo già avuto occasione di parlare non molto tempo fa su queste pagine del progetto SAÐÆMØN, creato da un musicista e compositore nato a Bogotà D.C., Colombia, che prosegue la sua ricerca sonora ispirandosi, come ha sempre fatto, ai generi più svariati, soprattutto post-rock e new wave, ma con frequenti derive new age, ottenendo un sound personale mediante l’uso di una quantità di contaminazioni. La nuova release, The Inner Sky, è il frutto di un lavoro meticoloso e appassionato che ha avuto inizio quasi un anno fa e si è avvalso, tra l’altro, del contributo di Loredana Fayer, poetessa ma anche collaboratrice di Ver Sacrum, la prima ad accorgersi delle potenzialità della musica di SAÐÆMØN con il cui fondatore ha instaurato un proficuo scambio di idee e sensazioni; alla voce è dunque lei ad alternarsi con la brasiliana Camilla Sombrio. Le dieci tracce di The Inner Sky, a parte due interamente strumentali, sono quindi basate sulle liriche scritte da Loredana, cui è stata data una ‘veste’ sonora toccante e particolare; il loro contenuto ha l’obiettivo di rappresentare un’esperienza squisitamente spirituale, ovvero la descrizione delle peregrinazioni dell’anima in ‘piani’ separati dalla realtà materiale. La title track, che apre l’album, è, come si diceva, un brano strumentale di straordinaria fattura, poco più di tre minuti di sonorità ‘aeree’, quasi celestiali, che invitano a lasciarsi trasportare in spazi ultraterreni. Subito dopo, “Alchemist” si ‘colora’ di romanticismo malinconico e il canto ‘intimo’ di Camilla Sombrio se la ‘gioca’ con un seducente piano, mentre la seguente “Lady of the Portrait”, ispirata, come si è letto, da un’immagine femminile del fotografo francese Thierry Lauber, è la suggestiva messa in musica di un testo scritto e letto da Loredana che parla delle fantasie suscitate in lei dalla figura ritratta; “Astral Journey” contiene nel titolo il suo senso più vero. Poi, in “The Law of Infinity”, è ancora Loredana a recitare criptici versi sull’armonia e le leggi che governano l’universo, mentre “Lotus” propone nuovamente il canto trasognato di Sombrio abbinato ad una densa tessitura elettronica che apre ‘alati’ scenari; le note arcane di “The Shaman” accompagnano la sussurrante voce di Loredana che narra delle facoltà taumaturgiche dello sciamano. Infine, superati i paesaggi eterei di “The Muse and the Artist” e quelli più ‘gotici’ di “Antennae Galaxies”,”Buddha Maytreya”, dedicata all’ultimo Buddha, conclude con cosmica luminosità un album da ascoltare in solitudine e con l’animo disposto alla meditazione.

Per informazioni: https://sadaemon.bandcamp.com/album/the-inner-sky
Web: http://www.sadaemon.com
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