Alles: Hope

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Il terzo album degli Alles esce ancora una volta in Polonia per Antena Krzyku e, a parte la difficoltà di penetrare nei testi dei loro pezzi, invariabilmente scritti nella loro ‘misteriosa’ lingua, l’espressione musicale del duo appare ben più aperta e moderna, orientata con decisione verso l’industrial a scapito della synth wave più presente in Culture, seppur mantenendosi fedele alla ‘forma canzone’ come struttura definita e riconoscibile. Hope, che, nonostante il titolo benaugurante, contiene otto brani dalle atmosfere veramente plumbee, con passaggi colmi di rabbia, oppure occasionalmente pervase da un mood chiuso e depresso, esplora molte delle possibilità dell’elettronica industriale, conservando un sottile filo con le origini (Kraftwerk?) che ogni tanto si rende visibile; il canto di Paweł Strzelec alterna momenti di pathos estremo ad altri di impeto incontrollato e sembra manifestare disarmonia e senso di alienazione, piuttosto che la scomposta ribellione che conoscevamo. Si incomincia con “Wszystko” che ‘cresce’ fredda e robotica su una linea base assai cupa, intorno alla quale si dispongono sia movimentate ‘variazioni’ elettroniche sia la voce dai toni vagamente rancorosi ma il tutto, alla fine, si perde nel caos. Fra caos e ‘rumorismi’ prende corpo anche “Czas Dokonany”, che quasi adombra il suono di ingranaggi meccanici in funzione, mentre “Kontakt”, alle dure sonorità ‘metalliche’, abbina un canto oscillante fra rabbia e invocazione: una combinazione che può apparire ‘ostica’ ma che sa coinvolgere profondamente . “Pyl” è fra i brani più ‘melodici’, ma è una melodia straniante, che sembra nata fra le macchine; poi, il ronzante inizio di “Utrata”, uno degli episodi più belli, è seguito da un ipnotico ma calibrato insieme di suoni elettronici e Strzelec canta il suo tormento a gola spiegata mentre “Nadia” è un saggio di malefica oscurità. Infine, la tensione prossima all’isteria di “Krug” e il martellare claustrofobico e malato di “Przestań” concludono l’album valido e interessante di due musicisti ben più che promettenti.

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