Dark Door: Inferno

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Nato nel 2013 grazie a Mario D’Aniello e Federica Velenia il progetto napoletano Dark Door ha pubblicato da un paio di mesi il secondo album Inferno. I due sono orientati verso uno stile synthwave a colori estremamente oscuri; i testi per lo più in italiano hanno contenuti decisamente foschi e, cantati con pathos sinistro da D’Aniello, dotato di una cupissima voce baritonale, contribuiscono a tratteggiare uno scenario che definire dark è davvero il minimo. Comunque, i dieci brani di Inferno o, almeno, la maggior parte di loro, risultano nel complesso intriganti anche quando sembrano calcare un po’ la mano su tematiche e simboli oscuri o diabolici, finendo con indebolirne la drammaticità. Andando un po’ nel dettaglio: “Discesa nel buio”  apre su uno paesaggio tetramente sospeso, delineando un percorso cupo e misterioso in direzione dell’inferno: dura poco più di un minuto, ma è sufficiente per illustrare che cosa ci attende. “Vuoto”, uno degli episodi più validi, esordisce con ritmica vivace e trama ‘sintetica’ consistente, prima che il canto di D’Aniello apra nuove, più nere prospettive; non male anche la title track, con le sue ‘perfide’ e inquietanti note elettroniche che sembrano ‘inseguire’ la voce intensa e penetrante, mentre “Caos” incalza ulteriormente verso soluzioni più teatrali e roboanti ma tutto sommato godibili. Poi, “Cambia” opta per forme più pacate ma ‘depresse’ anche se la parte vocale minacciosamente ‘sussurrante’ non rinuncia agli effetti lugubri e, poco più avanti, note sanguigne e canto ‘spagnoleggiante’ definiscono l’insolita “En Barrena”. Degli ultimi brani menzioniamo soltanto quello forse più ballabile, “Cancellato”, dal quale è stato tratto un video notevole, un esemplare perfetto dell’estetica prediletta dai nostri e che non mancherà di colpire gli amanti del dark.

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