E.G. Swain: Gli spettri della chiesa di Stoneground – Providence Press

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Ultimamente c’è grande fermento in Italia nella cosiddetta “narrativa weird”. Oltre alle Edizioni Hypnos e a Dagon Press, si è aggiunta da poco anche Providence Press di Gianfranco Calvitti e Giacomo Ortolani. Si tratta di un’altra casa editrice di nicchia che è orientata, rispetto a Hypnos, in modo più specifico al weird classico nel solco di H.P. Lovecraft e forse, in questo, è più simile alla Dagon Press di Pietro Guarriello. I primi volumi sono stati dedicati al bardo di Cross Plains Robert E. Howard con la proposta dei cicli, inediti in Italia, di Steve Harrison e Kirby O’Donnell. Inoltre è stato pubblicato un autore qui praticamente sconosciuto come William Chambers Morrow. Non va poi dimenticata la bella rivista Providence Press di cui sono già usciti 2 numeri e la collana dedicata a tematiche come l’ufologia e il paranormale. Fra le altre pubblicazioni è da apprezzare in particolare, a mio avviso, la scelta di proporre per la prima volta nel nostro paese i racconti di E.G.Swain – religioso inglese – in un volume che è già considerato di culto in Gran Bretagna intitolato Gli spettri della chiesa di Stoneground. Edmund Gill Swain (1861-1938) fu una figura molto vicina al maestro della ghost-story britannica Montague Rhodes James di cui divenne amico e discepolo. Il volume è, non a caso, dedicato allo stesso Montague Rhodes James. In effetti, nel leggere questi 9 racconti, le ambientazioni rimandano direttamente a quelle create dal rettore del King’s College: troviamo così abbazie isolate che celano misteri millennari, vecchie biblioteche ammuffite,  querce secolari e cimiteri abbandonati. Swain riesce, come il suo maestro, a far emergere il terrore dal contrasto fra la quiete delle sue ambientazioni e le apparizioni che spesso fanno capolino, in modo inatteso, sotto forma di fantasmi. Queste “manifestazioni” hanno una  “forma familiare”, sono esseri tornati magari per reclamare come qualcosa fuori posto torni  dove gli compete come in “Ossa alle ossa”. Tutte le storie vedono come protagonista il mitico reverendo Batchel, sorta di tipico personaggio del mondo anglosassone molto riservato e, a suo modo, interessato ad esplorare e ad andare oltre i confini della nostra realtà quotidiana  – non dimentichiamo che sono i tempi della Società per la Ricerca Psichica – quando si trova di fronte ad eventi preternaturali. Racconti come“L’uomo con il rullo”- una vicenda così tipicamente “jamesiana”dove, attraverso una fotografia, appare la figura inquietante di un uomo  – e “La finestra a oriente”- in cui la figura del Battista sembra animarsi da una vetrata di una vecchia chiesa dando il là alla risoluzione di un mistero che affonda le sue radici nella storia dell’edificio adiacente in rovina – sono esempi perfetti dello stile e del metodo di Swain. Ma tutte le storie sono deliziose  e mantengono un alto livello qualitativo: segnalo, in particolare, “Il giardino di rocce”e “Lo spettro della chiesa”. La differenza, rispetto a Montague Rhodes James – è che Swain, pur ricalcando calligraficamente il suo mondo, lo rende ancora più “umano” e meno ostile all’uomo. Il volume può essere acquistato presso il sito di http://www.providencepress.it/it/ .

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