Il nuovo album del duo greco Selofan presenta le canoniche dodici canzoni che non aggiungono nulla di nuovo a quanto fatto fino ad ora da Joanna e Dimitris. Ne conferma se mai la capacità di assemblare con ritmi quasi da “Fabrika” un album ogni anno (questo è il quinto dal 2013), prendendosene con disinvoltura tutti gli oneri e l’incertezza degli onori che potrebbero derivarne.

Vitrioli è un album che necessita infatti di diversi ascolti per farsi apprezzare. Chi conosce bene quanto prodotto dai Selofan fino ad ora sa che quello che probabilmente verrà proposto sarà una decadente e malinconica dark wave minimale molto secca ed algida, ma contraddistinta da ritmi serrati, a tratti claustrofobici, che ne garantiscono un’assimilazione immediata da parte dell’ascoltatore avvezzo al genere.

Nel caso di questo album, manca l’immediatezza e questo potrebbe costituire paradossalmente sia un pregio che un difetto. Un ascolto superficiale porterebbe a cassare drasticamente l’album, non garantendogli nemmeno il beneficio del dubbio. Effettivamente ad un primo ascolto sembra di essere davanti ad un rifacimento di vecchi brani presi a caso dalla produzione precedente. Manca cioè il guizzo vincente. Quel quid che fa gridare se non al miracolo, al piacere di aver ascoltato un album particolare. Viene da se che per l’ascoltatore più intransigente questo limite oggettivo di Vitrioli ne determina automaticamente l’insuccesso.

Per chi invece non ne farà una questione di principio, questo album sarà apprezzato alla stregua di quanto fatto in precedenza dal duo, senza nulla aggiungere. Brani come “Give Me a Reason” posto in apertura, nonché singolo, la title track ed altri due brani titolati in greco (“Fouchsia Chameleon” e “Loneliness is Fashion”) sono tipici brani dei Selofan che sanno sempre quali tasti toccare per fare breccia. Il resto non risulta per nulla indispensabile, anche se piacevole, eccezione fatta per due brani. Il primo “Billie Was a Vampire”, ovvero la canzone che reputo la migliore, destinata a girare in loop nella testa dell’ascoltatore. Il secondo la conclusiva “Siekiera Cover”, unico brano cantato da Dimitris, ma totalmente inutile nell’economia dell’album.

In definitiva consiglio Vitrioli a tutti i completisti della discografia dei Selofan, ma se vi dovete avvicinare al gruppo per la prima volta, meglio iniziare dagli album precedenti, magari proprio in ordine cronologico.

Sono fortemente convinto che se i Selofan decideranno di rallentare le uscite discografiche, potrebbero davvero stupirci con qualche succulenta novità, perché hanno tutte le carte in regola per farlo.