Thomas Ligotti: Nottuario

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ilSaggiatore continua a proporre in Italia la produzione di un nome di culto del filone del “modern weird” e un autore non facile, almeno per il pubblico abituato a leggere Stephen King e l’horror moderno più convenzionale. Dopo Teatro Grottesco e il lungo e interessante saggio La cospirazione contro la razza umana è ora la volta di Nottuario. Ricordo che sono disponibili anche I canti di un sognatore morto e Lo scriba macabro pubblicati da Elara.

Effettivamente siamo di fronte ad un autore particolare, lontano anni luce da qualsiasi logica commerciale. Ha avuto una certa notorietà grazie alla serie Tv True Detective sceneggiata da Nick Pizzolatto ed è proprio sull’onda di quel successo che di lui si è incominciato a parlare anche in Italia.

Come già sottolineato Ligotti è una sorta di “filosofo dell’orrore”, le sue influenze sono numerose e non riguardano necessariamente la letteratura del soprannaturale. Ha, in ogni caso, scelto l’estetica del racconto “weird” per dar voce alla propria poetica, in quanto ritenuta congeniale a veicolare le sue pulsioni e i suoi incubi. Fra gli scrittori horror preferiti cita Poe e Lovecraft anche se, stilisticamente, è forse più vicino al primo.

Anche in questa raccolta emergono tutte le caratteristiche “ligottiane” che qui, in alcuni momenti, sembrano ancora più forti. Lo scritto che introduce Nottuario, intitolato Di notte, al buio. Appunti critici sulla narrativa del mistero rappresenta un’ottima esemplificazione di come Ligotti concepisce “la narrativa weird”. Parte dal presupposto che “nella vita, l’esperienza del mistero è un dato di fatto inevitabile e fondamentale”. Prosegue poi facendo notare come “l’effetto principale dei racconti del mistero è la percezione della cosiddetta irrealtà macabra”. Per Ligotti “il racconto del mistero si basa su un enigma che mai si potrà sciogliere” e cita, come esempio perfetto di questo punto di vista, “Il colore venuto dallo spazio” di H.P. Lovecraft. Dopo aver letto questa introduzione, anche chi non conosce ancora Thomas Ligotti, potrà iniziare a farsi un’idea del suo universo bizzarro.

E i racconti qui presenti non fanno eccezione: testi come La Medusa, una rivisitazione originale e “sui generis” dell’antico mito, L’angelo della signora Rinaldi l’apocalittico e visionario Folle notte di redenzione. Storia futura, in cui un personaggio predice la fine del mondo attraverso uno spettacolo di marionette, sono tipici esempi della sua arte. C’è sempre un’indeterminatezza di fondo e si ha la netta sensazione, se ci si immerge nelle sue pagine con il dovuto spirito, di entrare in un incubo dai contorni allo stesso tempo vividi ed evanescenti. Il capolavoro di Nottuario è sicuramente La voce nelle ossa, storia macabra e onirica dove vengono narrate le vicissitudini di un personaggio prigioniero di un’enigmatica torre – creata da un artefice misterioso – al cui interno ci sono stanze, corridoi e labirinti e che simboleggia il nostro universo putrescente.

Il volume è diviso in 3 parti: l’ultima è intitolato Taccuino notturno ed è una sorta di diario personale – composto da brevi frammenti – in cui Ligotti ha scritto appunti, “visioni” ed ossessioni personali e rappresenta una sorta di piccolo breviario del macabro. “Nottuario” è un altro piccolo classico che non dovrebbe mancare nella collezione di chi già apprezza lo scrittore americano.

Chi ancora non lo conosce magari si procuri prima I canti di un sognatore mort”, tenendo presente che Ligotti o lo si ama o lo si odia. Personalmente lo ritengo un autore estremamente importante nella letteratura weird attuale anche se va approcciato con lo spirito giusto.

Thomas Ligotti “Nottuario” – ilSaggiatore – 301 pagine – Euro 22 – 2018 –

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