dB/Mz: Hands That Lead Our Decay

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Il genere dark-ambient ha dato, ormai da qualche tempo, segni di stanchezza: sembra essersi esaurita la forza propulsiva che c’era all’epoca dei primi dischi di Lustmord, Raison D’Etre, Maeror Tri e molti altri. Questo non vuol dire che non escano ancora prodotti di buona qualità ma la sensazione è quella di un appiattimento e di un generale inflazionamento. Prendiamo ad esempio Hands That Lead Our Decay, secondo lavoro del duo svedede dB/Mz: ci troviamo di fronte, per certi versi, ad un tipico prodotto del genere: la musica è infatti basata su lunghi e cupi bordoni  in cui si possono notare elementi ambient, noise e industrial: è una drone music fluida e minimale che evoca paesaggi crepuscolari e disabitati in cui si avverte un senso di solitudine opprimente. La percezione dell’ascolto è straniante e ci conduce in una dimensione parallela popolata da strane creauture e da una vegetazione aliena. Potrebbe essere la colonna sonora di un film apocalittico e catastrofico di fantascienza e, in questo sendo, mi viene in mente uno scrittore come Ballard. Il disco è composto da 3 tracce  fra cui la lunga – oltre 25 minuti – e ipnotica “Monuments Of Putrefaction”, un vero e proprio viaggio in un universo statico e oscuro. Detto questo le considerazioni fatte sopra si possono tranquillamente fare per questo Hands That Lead Our Decay che, dobbiamo dirlo, non brilla certo per originalità. Vengono così ripercorsi moduli espressivi già ampiamente esplorati e sfruttati in precedenza. Diventa difficile distinguere, in questo calderone, i prodotti più validi anche se l’impressione è quella di trovarci di fronte ad un disco dignitoso che, alla fine, piacerà sicuramente a chi è solito frequentare il dark-ambient più cupo.  Disponibile su Bandcamp: https://frozenlightlabel.bandcamp.com/album/hands-that-lead-our-decay.

TagsdB/Mz
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