Il Segno del Comando: ...Al passato, al presente, al futuro... 

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Il Segno del Comando è un nome che evoca immagini antiche che fanno parte della mitologia della nostra cultura: fu uno sceneggiato fantastico ed esoterico del 1971 quando ancora esisteva una televisione di qualità. Girato da Daniele D’Anza aveva fra i suoi protagonisti Ugo Pagliai e Carla Gravina. In omaggio a questa miniserie tv di culto nacque a Genova, nel 1995, Il Segno del Comando. Si tratta di un progetto particolare il cui primo album, pubblicato dalla Black Widow, omaggiava, oltre ai luoghi e ai temi dello sceneggiato, la musica prog italiana dei ’70 con un occhio di riguardo a Il Balletto di Bronzo e agli Jacula in quello che, a mio parere, è ancora oggi un grandissimo tributo al genere in anticipo su prodotti posteriori. Il successivo Der Golem era dedicato al grande romanzo esoterico di Gustav Meyrink, uno scrittore che ha influenzato molto la “visione” filosofica del gruppo ed era più orientato versono sonorità gothic-metal pur non rinnegando certe atmosfere dark-prog. In questo primo periodo la formazione comprendeva il bassista Diego Banchero, l’unico membro superstite dell’attuale incarnazione mentre il cantante era Mercy ora con gli Ianva. Nel 2010 il progetto riprese forma grazie a Diego Banchero: nel 2013 uscì il nuovo disco intitolato Il volto verde da me recensito su Ver Sacrum, nuovo omaggio all’arte occulta di Gustav Meyrink e, nello specifico, al suo secondo libro. Si trattava di un ottimo ritorno, caratterizzato da un parziale ritorno ale vecchie sonorità progressive anche se il disco non era privo di influssi gotici e new wave. Attualmente il gruppo è ancora attivo e sta lavorando a un nuovo disco dai risvolti esoterici e metafisici. Nel frattempo è uscito un interessante Live in studio intitolato …Al passato, al presente, al futuro… – in edizione limitata e numerata di 100 copie – che rappresenta un po’ una sorta di “best off” dell’intera produzione del Segno del Comando: attualmente il cd si può reperire solo ai loro concerti. Vengono riproposti loro classici come “La Taverna del’Angelo” e “Il Segno del Comando” dal primo album e “Komplott Charousek” e “Golem” da “Der Golem. Dall’ultimo “Il volto verde” vengono invece recuperati “Usibepu” e “Retrospettiva di un amore”. Se ancora non conoscere Il Segno del Comando vi consiglio caldamente di avvicinarvi a questo affascinante progetto.

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