She Spread Sorrow: Midori

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Terzo album per il progetto She Spread Sorrow di Alice Kundalini, a distanza di un anno circa dal precedente Mine. Figura piuttosto fuori dal comune nella scena elettronica, Kundalini ha realizzato una formula che ha reso accessibili suoni ‘industriali’ altrimenti oscuri, spesso perfino ardui, caricandoli di significati ed emozioni rilevanti, oltre che per lei, anche per chi ascolta, che vi si può riconoscere e divenirne partecipe. Midori, come si comprende dagli scenari e le visioni che presenta, è ancora una volta incentrato su una storia non facile di dolore e riscatto di cui, come di norma accade, gradualmente si arriva ad appropriarsi. Così lo straniante esordio di “Escape” ‘illustra’ un paesaggio ambient non usuale e pervaso di solitudine, ove il sussurrio della musicista dilaga con penetrante intensità. Dopo questo inizio eloquente ma, forse, dal clima un po’ ‘sospeso’ troviamo “Night One”, con sonorità dure e rumorismi inquietanti, che riportano all’espressività abituale di She Spread Sorrow, qui oscura, minacciosa e popolata di spettri in forma di un vociare confuso estremamente angosciante; la successiva “The House” evoca una livida atmosfera resa ulteriormente sinistra dai ‘ticchettii’ che qua e là emergono dallo sfondo e dalla sofferenza che si percepisce nelle parole mormorate fra mille echi. La tensione di ben otto minuti e passa si stempera nei suoni variegati di “Who Are You, Midori?”, la traccia più complessa ove, dalla densa tessitura elettronica animata da dissonanze curiosamente accostate e da suoni che appaiono improvvisi – note di un piano come fosse colpito, percussioni in strani abbinamenti – affiora la voce da insondabili profondità e, mentre “To the Light” offre un contesto meditativo dal sapore ambient con lampi di rumore che ne accentuano il colore opprimente, la conclusiva “End Of Midori” chiude con più di nove minuti di ‘scompiglio’ sonoro sconcertante, ma in qualche modo armonioso, un’altra tappa del percorso difficile ma indescrivibilmente interessante di She Spread Sorrow.

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