Thelema: The celebration of the wolfgoat

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Si consolida vieppiù l’esperienza pluridecennale dei Thelema, giunti con The celebration of the wolfgoat ad apporre il settimo sigillo ad una discografia parca nei numeri ma qualitativamente indiscutibile. Dall’introduzione alla chiosa “The beat goes on” l’ascoltatore verrà coinvolto nell’occulto rituale celebrato da Giorgio Parmigiani e da Massimo Mantovani, chiaro fin dal principio che non ha alcun senso catalogarlo, costringerlo ad una definizione netta, i confini sono sfumati, permea ogni singolo episodio un’aura di composta risolutezza, guidata da uno spirito che si libera d’ogni costrizione/contrizione. The celebration of the wolfgoat interiorizza il gothic più sacrale ammantandolo del velo di severa austerità che è proprio del neofolk più genuino (“Here she comes”, il video: https://youtu.be/SINmUv-9-rg), in episodi come “Remember me” distanzia di diverse lunghezze i Merciful Nuns di Artaud Seth, facendoli apparire come pallidi imitatori e mostrando uno spessore che pochi possiedono. D’altronde la componente ritualistica è parte irrinunziabile ed intimamente connessa ai Thelema (“A.A.”), fin dai loro esordi risalenti all’ormai lontano 1984, e viene espressa come naturale adesione ad una forma fatta propria. Ed il Tempo, in casi come questo, accresce il valore di un complesso, non riducendolo a burattino in preda ai ricordi o peggio ai rimpianti, bensì innalzandolo a modello e guida per tutti coloro che ne vorranno seguire l’esempio. Cammino certo irto d’ostacoli, meglio ammonire subito.

 

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