Autori Vari: Chiaroscuro – Italogaze 2018

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Ammetto che “italogaze” mi fa un certo effetto, indotto dalla assonanza con “italodisco”, al di là di questa considerazione meramente personale, il lieve senso di “disagio” provocato dal sottotitolo (per altro utilizzato or ami da alcuni anni) viene presto vinto dal fluire delle prime note di “Closer to me” degli In Her Eye che di aprire Chiaroscuro si occupa. Sì, facciamo il punto delle situazione perché non si può ignorare quanto stanno producendo, chiusi nelle loro cantine, questi insiemi e tanti altri. Se il primo livello è saldamente presidiato dai Klimt 1918, coi Clustersun ad affacciarsi con decisione al secondo, il recente “57” di recente pubblicato dai partenopei Stella Diana e recensito con lucida pertinenza dalla cara collega Mrs. Lovett non fa che confermare il trend di crescita del movimento. E ci sono pure loro, con “Iris” che a quell’opera appartiene e che dimostra di quanta competenza siano in possesso (la loro discografia è ormai nutrita); ovviamente ci si districa tra qualità disomogenea e florilegio di citazioni più o meno evidenti, soffermarsi su un nome piuttosto che un altro significherebbe recare un torto a chi questa iniziativa la ha concepita nella sua organicità. Un eccellente biglietto da visita d’un movimento “sotterraneo” per sua intima natura, ma che merita venir valorizzato. Non solo dreampop/shoegaze raccoglie Chiaroscuro, ma anche wave cristallina perché no lacerti post-punk, certo che tutti i convitati danno fondo ai loro talenti affinché le pietanze vengano servite ed assaporate al loro meglio. Più d’uno vi stupirà, poi approfondire sarà gioco facile. Eppoi ammirate la copertina, che bella!

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