Afraid Of Destiny: Agony

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Si colloca nell’alveo del black/doom più dolente ed introspettivo Agony dei giovani AoD, combo formatosi nel 2012 (ma già nel 2011 operativo come Vitam Nihil Est). Una “Intro” strumentale ed assai semplice predispone il nostro animo all’ascolto, le due parti di “A journey into nothingness” procedono lente assecondando fino alla minuzia i canoni del genere, dai quali Agony non si discosta, ma non è questo terreno per sperimentazioni, la regola ve seguita, punto. V’è da puntualizzare che l’insieme solo recentemente ha trovato continuità di formazione, e che la parte strumentale è stata registrata tra il 2013 ed il 2014;  su Agony è Adimere che si occupa di questa mentre a R.F. sono demandate le voci (incise ad inizio 2017), a parte “Autumn equinox” ove si esibisce A. Krieg. Dal vivo (sono state già fissate delle date anche oltreconfine) la line-up verrà implementata a dovere, ma l’ascolto del disco non risente dei cambi e delle sostituzioni. La prova sulla lunga distanza (“i dodici minuti circa di “Rain, scars, and the climb”) viene superata senza timore, godendo la canzone di begli intrecci chitarristici, anche se la struttura generale risulta a tratti “gracile”, ma è caratteristica comune a tutte le opere performate da un numero di esecutori ridotto all’essenziale. Il suono è secco, prosciugato nella sue essenza, non richiedendo particolari virtuosismi risulta centrato e confacente al risultato cercato, ossia infondere nell’ascoltatore un senso di mestizia profondo, studiato, anche se presto s’insinua. Potrebbe giovare all’insieme, oltre alla stabilità nello schieramento, l’apporto di un produttore esterno che non si limiti al ruolo di direttore d’orchestra, bensì fornisca all’insieme quelle indicazioni che permettano un salto di qualità auspicato, possedendo già gli Afraid of Destiny le basi necessarie. Distinguersi in un ambito caparbiamente underground (la cover di “Sweet illness of mine” degli svedesi Livelover è ben eseguita ed assieme ad “Into the darkness” offre spunti interessanti ed un maggior dinamismo che andrebbero a mio modesto avviso sviluppati) ma che conta un numero corposo di insiemi permetterà loro di fuggire dall’omologazione e di trovare un proprio vitale spazio.

Per informazioni: http://www.razedsouls.com
Web: http://www.afraidofdestiny.bandcamp.com
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