Ash Code: Perspektive

0
Condividi:

L’ultimo album degli Ash Code, Perspektive, rischia di trovarsi in varie playlist di fine anno pur essendo il 2018 ancora lungi dal concludersi. E’ un lavoro che osserva in pieno i canoni del genere cui appartiene, ma rispetto anche al precedente Posthuman si nota un autentico salto di qualità che ci permette di parlare di un piccolo classico della darkwave nostrana. Alle atmosfere nerissime già riscontrate nelle produzioni che conosciamo si aggiunge un senso di ‘ghiacciata’ desolazione, che si percepisce un po’ ovunque, e benchè i ritmi siano solitamente sostenuti non vi è dubbio che si tratta di musica fatta per il piacere dell’ascolto oltre che per i dancefloor. L’ispirazione alla base dell’album, legata a visioni pessimistiche e scoraggianti della storia dell’umanità, non poteva, del resto, che generare sonorità adeguate: l’opener “Glow” illustra una fra le più riuscite delle formule scelte, con i suoni ‘sintetici’ molto freddi abbinati alla ritmica vivace, che delineano uno scenario talmente cupo da suscitare sensazioni reali di ansia e oppressione. La seguente “Icy Cold”, bella quanto tetra, non necessita di commenti esprimendo già nel titolo il clima che la pervade, ma occorre segnalarne la suggestiva melodia che si ‘incolla’ letteralmente nella memoria; “Betrayed” accelera l’andamento preferendo un’impostazione più tipicamente ballabile, un po’ la stessa opzione che si rileva in “Flesh and Words”, dopo l’interlocutorio e sinistro inizio. Poi, “Disease”, altro episodio davvero pregevole, ci regala, oltre ad una grande parte ‘sintetica’, anche basso e voce notevoli, con Alessandro Belluccio al suo meglio, mentre la title track, che si avvale della collaborazione di Luca Gillian dei Die Selektion, disegna un paesaggio tristissimo e popolato da ‘nordiche’ ombre cui ben si adegua il canto di Claudia – in tedesco, magari per il maggior seguito che la band ha in terra germanica – ricco di intense sfumature. Impeccabile pezzo darkwave la successiva “If You Were Here” così come “Rivers”, forse più leggera e orecchiabile e “Black Gloves” si muove in direzione di un dark synthpop dalla ritmica frizzante. Infine, se “Redeem Yourself”, il cui basso incisivo colpisce al primo ascolto, con la voce più ‘parlata’ che ‘cantata’ conferisce al lotto un tocco di svagata decadenza, la conclusiva “Lie” chiude con robusti suoni elettronici, voce tormentata e gelidi scenari metropolitani un disco bello che di certo ricorderemo… chiude per modo di dire in quanto, subito dopo, ci vengono proposti ben sei remix dei brani finora esaminati: a noi basterà menzionare il remix realizzato da Hante. di “Disease”, caratterizzato da un denso afflato drammatico e quello, insolito e brioso, di “Icy Cold” a cura di Selfishadows.

Per informazioni: https://swissdarknights.bandcamp.com/album/perspektive
Web: https://www.facebook.com/ashcodemusic
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.