Ivo Torello: La casa delle conchiglie – Edizioni Hypnos

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Dopo il “lovecraftiano” Predatori dall’abisso Ivo Torello – artista a 360 gradi, oltre a scrivere e’ anche un musicista e un illustratore come si puo’ vedere al seguente link: https://ivotorelloart.blogspot.com/p/grafica.html – torna con un nuovo romanzo dall’affascinante titolo La casa delle conchiglie sempre per le Edizioni Hypnos. Devo subito dire che ci troviamo di fronte ad un grande libro, ad una sorta di monumentale cattedrale gotica costruita con un linguaggio raffinato e colto che rivela lo spessore di un vero scrittore. Sinceramente non sono molti i romanzi italiani di un certo livello che mi vengono in mente in ambito horror: ci sono molti bravi autori nel campo del racconto ma, sulla lunga distanza, i nomi che mi hanno colpito sono pochi: fra questi citerei Valerio Evangelisti (almeno per il ciclo dell’Inquisitore Eymerich e il romanzo di Nostradamus), Gianfranco Manfredi – in particolare Magia Rossa e Cromantica – e, recentemente, Andrea Colombo con Il Diacono senza dimenticare alcune opere di Danilo Arona e Nicola Lombardi. “La casa delle conchiglie” e’ fondamentalmente un romanzo erotico: si tratta di una storia ambientata a Parigi nel 1863 in un bordello chiamato la ”Maison des Coquillages” e si basa su un solido e ben documentato retroterra storico da cui traspare una conoscenza approfondita del periodo: Torello dimostra di avere grande cultura oltre ad essere in possesso di uno stile aristocratico e fluente. La storia e’ basata sul personaggio di Madame Sabatiere, la “maitresse’ del bordello di cui ci viene narrato come riesca, grazie alla sua astuzia, a passare dalla condizione di orfana a quella di tenutaria della Maison des Coquillages e di come, grazie allo studio della magia, venga in contatto con un’altra dimensione della realta’ diventando la sacerdotessa di un culto ancestrale. All’interno del bordello facciamo la conoscenza di tutta una serie di figure ambigue e ossessionate dai propri fantasmi personali e dalle proprie perversioni – sadismo, masochismo, feticismo – che vengono descritte nei dettagli senza nessuna censura: fra questi anche personaggi famosi come, fra gli altri, il pittore Gustave Courbet e l’astronomo Camille Flammarion. Alcuni di questi artisti, come Jules de Saint-Amand – un pittore senza fortuna in continuo conflitto con l’Accademia-, sono alla ricerca di un’ispirazione che cercano in maniera maniacale attraverso il sesso perverso frequentando la Maison da cui, alla fine, verranno travolti finendo in una spirale di follia ossessiva e malata. Torello ci mostra tutta una galleria di loschi figuri, personaggi strambi e assatanati che sembrano usciti da un romanzo del Marchese De Sade. Ma “La casa delle conchiglie” e’ anche un romanzo di magia dove non mancano riferimenti all’occulto’, a tomi proibiti come i “Cultes Innominables” di Von Juntz e anche al nefasto Necronomicon o a commedie teatrali come il famigerato “Il Re in Giallo”. Torello, con grande originalita’, unisce il romanzo erotico di De Sade all’occulto e all’horror ma non mancano riferimenti alla scienza e ad un cosmo indeterminato e in questo si riprende la lezione di Lovecraft. La casa delle conchiglie si legge tutto d’un fiato ma, come ha ben scritto Paolo  Di Orazio nella prefazione, sarebbe auspicabile una lettura lenta che permetta di gustarne il suo “linguaggio sofisticato”. Vi assicuro che ne sarete ricompensati: si trratta di un grande romanzo e mi auguro che abbia il successo che si merita tenendo conto anche del clamore suscitato da opere che affondano in un oceano di mediocrita’ come quelle di Isabella Santacroce. Gustosa l’appendice che ci mostra i dipinti degli artisti citati nel romanzo. Disponibile presso il sito delle Edizioni Hypnos: http://www.edizionihypnos.com/home/84-la-casa-delle-conchiglie.html.

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1 comment

  1. Fabio Larcher 6 giugno, 2018 at 15:47

    Il romanzo l’ho letto e amato, dunque spero non vi dispiacerà se proverò a buttar lì un paio di osservazioni. È vero, gli elementi fantastici (e i riferimenti a Lovecraft e company) ci sono, in questo bellissimo romanzo, però tutto mi sembra meno che un libro sadiano. Anzi! Avrei giurato che semmai fosse Restif de la Bretonne il “modello” ispiratore di Torello, cioè l’anti-De Sade per eccellenza. E, in effetti, fuor di metafora “La casa delle conchiglie” è un inno alla libertà e alla creatività anche in campo erotico: la categoria “sesso perverso” è dunque inapplicabile, dato il contesto; perverso secondo chi? Vorrei aggiungere anche che, a dirla tutta, “La casa delle conchiglie” è sì un romanzo fortemente fantastico, ma sembrerebbe anche un romanzo di rottura con gli schemi weird. È weird ma anche “weirdo”. Ho l’impressione che l’autore volesse sfottere un po’ il genere e il Maestro. Lo fa con profitto, in effetti, allorché Chtulhu compare nella storia in una prospettiva totalmente ribaltata: è un burattino agito da un uomo in un teatro di marionette. Un totale ribaltamento della prospettiva Lovecraftiana…

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