Kij Johnson “La ricerca onirica di Vellitt Boe” – Edizioni Hypnos

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Che la figura di H.P. Lovecraft continui ad ispirare legioni di scrittori –  e non necessariamente nel campo del fantastico basti pensare all’ottimo saggio di Michel Houellebecq H.P. Lovecraft contro il mondo contro la vita – non può che essere un fatto positivo. Ormai tutti, chi più e chi meno, devono fare i conti con il Solitario di Providence: lo stesso Stephen King ha dichiarato il suo debito anche se, per la verità, la sua narrativa ha seguito strade diverse. Ma i giudizi non sono sempre positivi e penso, in questo senso, alle dichiarazioni estremamente negative e antipatiche di Ursula Le Guin. Il problema è che Lovecraft suscita in molti una sorta di rifiuto per via del suo essere un conservatore e  questo è anche fonte di fraintendimenti per pura ignoranza come ho potuto constatare in qualche occasione. Tutto questo per me è assurdo altrimenti dovremmo dimenticare, per fare un esempio, un genio come Céline. Ho fatto queste considerazioni in quanto è appena uscito, per le Edizioni Hypnos, un nuovo volume nella collana Visioni della scrittrice fantasy Kij Johnson intitolato La ricerca onirica di Vellitt Boe. La Johnson, che vanta nel suo curriculum diversi premi prestigiosi come lo Sturgeon, il Nebula, l’Hugo e il World Fantasy Award, prende proprio ispirazione dal genio letterario di Lovecraft e, in particolare, dal romanzo breve La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath. Quanto detto sopra viene confermato dalla Johnson nell’intervista – a cura di Luca Tarenzi, traduttore del volume e valido scrittore in proprio – in cui dice testualmente “Sono sempre stata affezionata a Lovecraft, ma è sempre stato un autore problematico per me, tanto per il suo razzismo quanto per il suo sessismo, che ha espresso fondamentalmente nel lasciare del tutto le donne fuori dalla sua intera produzione”. Sono dichiarazioni che forse posso capire ma che mi trovano totalmente in disaccordo: Lovecraft dietro la sua narrativa celava sicuramente, come molti scrittori, una maschera: ma questo non va certo ad inficiare quella che è la sua arte. Non ho mai avuto problemi nel leggere Lovecraft – in quanto affascinato dal suo personaggio, dal suo Universo impazzito e dal suo genuino terrore cosmico – e non credo che con questo approccio se ne possa cogliere la grandezza. In ogni caso la Johnson ha scritto – con La ricerca onirica di Vellitt Boe – un racconto lungo che prende a prestito l’ambientazione “lovecraftiana”: troviamo così il Collegio Femminile di Ulthar, gli zoog, i gug e i Ghoul. La vicenda narra le vicissitudini della professoressa Boe che si mette alla ricerca di Claire Jurat, una ragazza scappata dal collegio. Rivivono in questo modo’, filtrate dalla sensibilità della Johnson, le atmosfere del ciclo di Randolph Carter, il quale tra l’altro fa anche un’apparizione. Il tutto. rivisto in chiave femminile, è anche piacevole ma èistante anni luce, a mio avviso, dalla grandezza di Lovecraft. In ogni caso l’opera ha vinto il Fantasy Award del 2017 e potrebbe piacere a chi ama il fantasy. Disponibile presso il sito delle Edizioni Hypnos: http://www.edizionihypnos.com/.

Kij Johnson “La ricerca onirica di Vellitt Boe” – Edizioni Hypnos  – 132 pagine  – Euro 12,90 – 2018

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