Obsolete Theory: Mudness

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Disco che “cresce” ascolto dopo ascolto, Mudness, opera prima per questo sestetto che opera a favore dell’allargamento dei confini entro il quale il doom/black a volte si auto-emargina. Se l’opener “Salmodia III” denuncia delle vocals troppo esili, è con la cadenzata “Six horses of death” e con l’enfasi bathoriana che impregna “Dawn chant” che il livello si alza, e l’ispirazione si mostra più a fuoco. L’insieme fa sfoggio di idee e di iniziativa, le porzioni atmosferiche arricchiscono l’impianto di ogni singola canzone, facendo di “Sirius’ blood” un perfetto esempio di come va svolto un tema del genere. All’ascoltatore si richiede grande attenzione, e pure impegno, i brani si articolano su distanze ragguardevoli (l’ultima citata supera i dodici minuti, la più breve, “Dawn chant”, sfiora i nove), ma mai viene meno la tensione narrativa, fino alla chiusura imponente di “The God with the crying mask”, autorevole compendio di death/doom goticheggiante che chiama in causa i My Dying Bride più corrucciati. Un ensemble che si colloca con autorevolezza fra i più interessanti in divenire, mostrando assai ampie prospettive di ulteriore miglioramento. Produzione di buon livello, si segnala l’apporto in fase di missaggio e di masterizzazione di Oysten Brun (Borknagar), mentre l’intrigante artwork è stato curato da Jeff Grimal (The great old ones).

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/ObsoleteTheoryOfficial
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