Otur Boyd: Deadalean

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Otur Boyd è la sigla dietro a cui opera Moreno Padoan, sperimentatore musicale di Rovigo. Ammetto di non sapere nulla su questo strano progetto che giunge a pubblicare – per la meritoria LUCE SIA – un cd dall’enigmatico titolo di Deadalean. In realtà Padoan è noto per aver fondato la Xonar Records e per essere uno dei membri, assieme a Roberto Beltrame, degli Artcore Machine, un gruppo che forse non sarà sconosciuto ai seguaci e ai fanatici delle sonorità post-industrial e dark-ambient di cui segnalo il recente I A, II A, III A edito dalla Xonar Records. Rispetto agli Artcore Machine qui Padoan è da solo e questo gli permette una totale libertà creativa. Dico subito che siamo dalle parti di una sperimentazione senza nessun compromesso: si tratta di una musica ostica e di non facile ascolto. Il disco è stato composto fra il 2016 e il 2017 ed è diviso in 9 tracce. Le sonorità sono estremamente astratte: si possono trovare riferimenti alla musica concreta, frequenze assordanti e ambientazioni futuristiche: è come trovarsi in una sorta di labirinto musicale da cui è impossibile uscire. Seguendo le onde sinusoidali generate da Otur Boyd si entra realmente in un’altra dimensione musicale; una dimensione popolata da bizzarri paesaggi e da forme geometriche non euclidee. Siamo più nell’ambito dell’avanguardia che della musica industrial. Non c’è nessuna concessione alla frubilità ma anzi l’ascoltatore è messo a dura prova. Se siete abituati all’ascolto di un’elettronica quieta e meditativa questo disco probabilmente non fa per voi ma se siete coraggiosi e avete coraggio, apertura mentale e non vi spaventano le musiche altre e i percorsi sperimentali allora potreste anche provare Deadalean. Il cd e’ disponibile presso LUCE SIA al seguente link https://www.facebook.com/LuceSiaLabel/ oppure su Discogs: https://www.discogs.com/Otur-Boyd-Deadalean/release/11536703.

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