Seasons Of The Wolf: Last act of defiance

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Undici anni di assenza, un’eternità sopra tutto per una band “underground”. Mutano i tempi, i gusti, gli stili. Inserisci il dischetto nel lettore, infili le cuffie, ascolti una, due, tre volte. Il marchio è sempre lo stesso, quel metal austero, fieramente autarchico, oscuro, intarsiato di tastiere che ne acuiscono il pathos narrativo.

 

Sono legato ai Seasons of the Wolf da Bradenton, Florida, da piacevoli ricordi. Da quando ci si scriveva, e si attendeva il fatal momento della consegna del pacchetto… Un disco, una t-shirt che ancora conservo ed indosso, adesivi. Li “scoprii” grazia alla compilation “The pink and the black” della Delinquent Records, “roba” del Sud, Alabama, nella sua schiettezza fatta bene, di cuore e di anima. La recensii pure, Ver Sacrum “cartaceo” nr. X, primavera 1999, un secolo fa… Barry (Waddell, basso e chitarra) puntualmente mi ha tenuto aggiornato sulla sua band, dopo tanto tempo è come… riabbracciare un amico disperso…

 

Last act of defiance beneficia della distribuzione europea della teutonica Iron Shield Records, “costola” di Pure Steel, in Germania il genere gode tutt’ora di venerazione, occasione che auspico verrà sfruttata per meglio diffondere il “verbo” dei SotW. Basato su solide fondamenta: cantato enfatico, chitarrismo sulfureo, sezione ritmica squadrata. A proposito, due episodi segnalano la presenza dell’originaria bassista Phaedra Rubio e del batterista Wayne Hoefle, titolari sul primo omonimo miniellepi. Il suono si è fatto più diretto, immediato, le parziali soluzioni atmosferiche che caratterizzavano “Nocturnal revelation” ed “Once in a blue moon” sono state accantonate (anche se le keys di Dennis Ristow sono sempre presenti ed incisive) a favore di una maggiore snellezza, sul costrutto si eleva la voce di un ispirato Wes Waddell, autore che si pone sulla scia di Dio/Martin, i Black Sabbath più epici (ma pure i Warlord) come punto di riferimento, ma i SotW sanno proporsi con risoluzione e personalità, si ascolti a tal proposito la convincente “Another day”. Last act of defiance non esaurisce la sua carica dirompente mantenendo alta la tensione anche nella seconda parte di disco (“No more room in hell”), fino alla conclusiva title-track, urlo rabbioso che mostra il lato più duro dell’act floridiano. Va reso merito alle loro perseveranza e coerenza, a trent’anni dal loro esordio i SotW dimostrano di possedere ancora buona verve e di essere sorretti da una passione inestinguibile, se poi le uscite si sono diradate, è il ciclo della vita. (Dark) metal knights!

 

Per informazioni: http://www.ironshieldrecords.de
Web: http://www.facebook.com/Seasonsofthewolf
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