Vive la Void: Vive la Void

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Vive la Void è il progetto solista di Sanae Yamada, nota come tastierista del gruppo pop/psichedelico Moon Duo. Nell’‘allontanarsi’ dal ‘collega’ Ripley Johnson per dare un’espressione personale al proprio modo di sentire, la musicista ha scelto, come era prevedibile, il campo in cui è più attiva, mostrando di volersi richiamare alla tradizione dell’elettronica classica, anche e soprattutto quella del passato: nelle sette tracce di Vive la Void, si possono riconoscere infatti reminiscenze kraut e riferimenti ai Kraftwerk, con momenti ‘cosmici’ ma atmosfere rigorosamente dark… elementi, in sostanza, che ne fanno un ascolto piacevole e interessante. Il primo pezzo, “Matter”, apre uno scenario ampio e ‘siderale’ ma di impostazione sorprendentemente minimale, giacchè è incentrato – ma con grande efficacia – sulla ripetizione variata di pochissime note: una formula conosciuta da sempre e qui validamente ‘applicata’. Subito dopo, “Red Rider”, uno degli episodi migliori, pur rispecchiando la medesima idea, delinea un elegante paesaggio melodico sobriamente ritmato cui il ‘sussurrato’ di Yamada si adatta assai bene, mentre “Death Money” fornisce un esemplare personalissimo di brano darkwave dall’andamento ballabile ma dal finale composito; “Smoke” ‘ripiega’ nuovamente verso le ‘radici’ tedesche. Poi, “Blacktop” inaugura un clima veramente sinistro con sonorità cupissime e solenni, alternate a passaggi ipnotici fino alla singolare chiusura e “Devil”, per oltre otto minuti, si cimenta con il synthpop da varie angolature e con modalità decisamente sui generis. L’album termina con “Atlantis”, un insieme apparentemente disordinato di suoni e dissonanze abbinati in maniera insolita che tuttavia, al di là del caotico finale, risulta straordinariamente armonioso – ma anche un po’ inquietante – e conclude con grande originalità un disco da scoprire e apprezzare.

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