Antikatechon: The Sanctum Of Saturation

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Torna Antikatechon, il progetto dark-ambient di Davide De Col di cui avevo già parlato in passato qui su Ver Sacrum. Si tratta del sesto disco di Antikatechon intitolato The Sanctum Of Saturation. Le coordinate stilistiche sono ancora le medesime ovvero lunghi ed inquietanti bordoni elettronici minimali densi di un’atmosfera oscura e malata. Antikatechon ci immerge in un mare nebbioso da cui non sembra esserci mai fine. Il disco è diviso in 2 lunghe composizioni: “The Statations Of Servitude” e “The Sanctum Of Saturation” entrambe di oltre 25 minuti. Rispetto al suono magmatico della passata produzione, si nota forse una maggiore proprensione verso sonorità power electronics deflagranti e corrosive come si può ascoltare nella traccia iniziale. Tuttavia non siamo di fronte a una sterile accozaglia di suoni senza senso che, in alcuni casi, risultano fini a se stessi. Al contrario, nella musica di Antikatechon, si percepisce un senso e si capisce che, alle spalle, c’è un lavoro di ricerca. Le ambientazioni sono, in realtà, pacate: il rumore di fondo ha lo scopo di cullarci e portarci verso un ascolto profondo e quasi mistico. Sta alla sensibilità dell’ascoltatore riuscire a penetrare nell’universo oscuro di Antikatechon. La title-track, con le sue  atmosfere quiete e minacciose, lascia presagire l’esistenza di una realtà nascosta. L’iconografia della copertina, con un teschio in bella evidenza, lascia già presagire, peraltro, il tipo di sensazioni a cui andremo incontro. The Sanctum Of Saturation esce per la Rage In Eden ed è consigliato ai seguaci del dark-ambient e del post industriale esoterico.

 

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