Astray Valley: Unneth

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Non facile maneggiare la materia “modern metal”. Elemento sempre più liquido ed indefinito, se si è all’esordio poi il rischio di confondere e confondersi è da tenere in debita considerazione. Unneth è però disco edificato su solide fondamenta, dotato di una serie di brani convincenti, inframmezzati da particelle strumentali che ne spezzano la monoliticità altrimenti stancante e che non giocano il ruolo marginale di riempitivo, tutt’altro (“Ethereal”). Interpretati da una grintosa Clau Violette (che fa risaltare i frangenti più visionari del lavoro, come nella pregevole “Constellations” o nell’incisivo primo estratto “Singularity”) e sorretti da uno strumentismo gagliardo (impressionante il muro di chitarre che può fare affidamento sulla solida sezione ritmica che ben presidia la retroguardia) i brani “lunghi” di Unneth chiamano in causa i Lacuna Coil ma si abbeverano a fonti di ispirazione meno “ortodosse” (la grandiosità di certo arena-rock contemporaneo, leggasi Alter Bridge), riuscendo così i catalani nell’intento di presentare un’opera fresca e coinvolgente, anche se chiaramente indirizzata ad un pubblico ben definito. Margini di miglioramento assai ampi, complesso da seguire con attenzione.

 

Per informazioni: http://www.wormholedeath.com
Web: http://www.astrayvalley.com
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