Gli Hekate sono un nome storico della scena neo-folk europea e, in particolare, teutonica che vanta nomi come Forseti, Orplid e Sonne Hagal. Nati nel 1991, gli Hekate sono subito stati devoti, come molti in quel periodo, al classico suono di Current 93, Death In June e Sol Invictus pur provenendo da un retroterra musicale gotico. La loro musica mischia in maniera raffinata elementi folk e cameristici ma emergono anche riferimenti al post-punk. Il suono degli Hekate è quello che ci si aspetterebbe da un gruppo tedesco: si avverte una certa seriosità di fondo e un’attitudine per ambientazioni romantiche da “Sturm Und Drang”. Il nuovo disco si intitola Totentanz e segue l’interlocutorio, almeno per me, Die Welt Der Dunklen Gärten del 2011. In questo ispirato lavoro si recuperano invece i livelli qualitativi del passato. In  ballate tipicamente neo-folk come “Lost And Broken” e “Luzifer Morgenstern” rivivono i tempi gloriosi di un capolavoro come Brown Book in cui si magnificavano le qualità del vino tedesco! D’altronde gli Hekate, fin dal mitologico nome, si inseriscono a pieno diritto nel calderone filosofico di quella scena che, bisogna dirlo, ha vissuto tempi migliori di questo. Tuttavia l’arte si ripiega su se stessa e quindi non bisogna storcere la bocca di fronte ad un disco come Totentanz che è si derivativo ma resta comunque ben fatto: e un falso fatto bene delle volte è difficile da distinguere dall’originale. In alcuni momenti le atmosfere si fanno eteree e austere come in “Spring Of Life” dove riecheggiano i Dead Can Dance e certe ambientazioni dark-wave. Alla fine questa “Danza Macabra” si rivela un buon album che non deluderà i seguaci del genere.