Neurotoxik: Neurotoxik

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Stéphane Boulin e Henry Bamber sono gli attuali componenti del progetto Neurotoxik, in attività fin dagli anni ’90 con una differente line-up e, purtroppo, rimasto tutto questo tempo un po’ fuori dai ‘giochi’ se, come risulta, il loro debut album è uscito come autoproduzione soltanto lo scorso aprile. Neurotoxik contiene nove tracce ispirate all’EBM vecchia scuola, cui, praticamente, non vengono apportate novità, nè nelle fosche atmosfere, nè, tanto meno, nel sound ‘muscolare’, con il rischio, vista anche l’ampiezza della ‘concorrenza’, di languire nell’anonimato. Poco da dire per quanto riguarda i singoli brani che, come in realtà capita spesso di verificare in produzioni dello stesso genere, sono così somiglianti, da rendere difficoltoso evidenziarne gli aspetti significativi. L’opener “It’s All Change” è uno dei pezzi dall’impostazione più ‘classica’, con ritmica ‘forsennata’ e tinte fumose e leggermente opprimenti: la voce di Bamber, sufficientemente carismatica, non è però in grado di suscitare gradi coinvolgimenti e il provvidenziale intermezzo circa a metà del brano procura una benvenuta variazione. La seguente “Normalized”, che ‘lievita’ in aggressività, offre qualche passaggio più emozionante mentre “Clean And Sterilized”, per quanto ‘tosta’, non si distacca dai canoni più convenzionali. Delle restanti, ci limitiamo a segnalare “Upper” con i suoi ‘rumorismi’ dal sapore industrial, “Emergency”, dal lento, cupo esordio, che si rivela in assoluto una delle più intense e composite mentre la chiusura è affidata a “Good Night In Hospital” che conclude con voci ‘robotiche’, atmosfera tesa e vagamente ‘cinematica’ un disco che si spera possa preludere a qualcosa di più.

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