Pietro Grossi: Orrore

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Di recente sono stato attirato, sugli scaffali di una libreria, da una copertina raffigurante un teschio di un animale. Si trattava di un un volume dal folgorante e semplice titolo di Orrore. L’autore è Pietro Grossi e l’editore Feltrinelli. Pietro Grossi è uno scrittore con diversi libri alle spalle che gli hanno valso vari riconoscimenti – fra cui il premio Piero Chiara – che però non mi risulta si fosse mai dedicato al genere horror. La mia sorpresa deriva dal fatto che, a parte rare eccezioni, l’horror scritto da autori italiani è sempre stato snobbato dai grandi editori. Questa è la dimostrazione di come le cose non stanno proprio così. In realtà non siamo di fronte a un tipico horror ma a un giallo che deve sicuramente molto alle atmosfere dei film di Dario Argento – citato nel romanzo – e di Pupi Avati.

La vicenda è narrata sotto forma di una lettera inviata dal protagonista al figlio: vi si narra di una casa ritenuta stregata: ecco che troviamo il tipico “topos” del luogo maledetto tanto caro all’immaginario horror. In questo edificio una coppia di suoi amici, capitata sembra per pura curiosità, trovano una maschera di cartapesta che ritrae una figura demoniaca e, al piano di sopra, un’altra maschera con le medesime sembianze fatta di plastica e ancora piu’ spaventosa della prima. C’è anche il disegno di un bambino (e qui la memoria corre a Profondo Rosso) che si rivelerà la chiave di volta del romanzo. Da questo momento inizia, per il protagonista, una vera e propria ricerca che oserei definire “ossessiva”. Lascia ritornare la famiglia in America mentre decide di restare in Italia ad indagare. Si stabilisce in una locanda non lontano dal luogo ed inizia un vero e proprio appostamento fuori dal sinistro edificio. Quest’ultimo mi ha ricordato quella di La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati. Le indagini lo porteranno a rintracciare i proprietari ma, nonostante questo, il mistero diventerà più fitto.

Grossi scrive bene e riesce ad avvincere il lettore tenendolo inchiodato alle pagine. Il grande merito di Grossi è quello di alludere a misteri inspiegabili e ad una realtà inquietante dai contorni oscuri in cui si annida il Male: l’autore riesce a creare una genuina atmosfera perturbante mediante allusioni senza mai scadere nel grossolano. Curiosa la scelta di non mettere le virgolette ai dialoghi ma questa è una tecnica di scrittura condivisa anche da altri autori famosi. Probabilmente il finale, in cui non mancano però i colpi di scena e la tensione, è un po’ tirato via. Nonostante questo mi sento di consigliare caldamente Orrore nella speranza che sia un viatico, da parte di grandi editori, per altre pubblicazioni di horror italiano.

Pietro Grossi “Orrore” – Feltrinelli – pagine 139 – 2018 – Euro 14 – ISBN 9788807032967

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