SDH: Semiotics Department Of Heteronyms

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Arriva anche il full-length di SDH – Semiotics Department Of Heteronyms, il duo spagnolo di cui avevamo segnalato l’Ep Tell Them. In quell’occasione avevamo brevemente descritto lo stile scelto da Latorre e Algiz: musica elettronica a tinte dark, con alternanza di momenti tenui e ‘dreamy’ e altri più ritmati e adatti al dancefloor, le melodie spesso molto riuscite e, comunque, sempre godibili. L’album, che si intitola proprio Semiotics Department Of Heteronyms, contiene otto brani che rispecchiano tali caratteristiche. “Your Right Hand”, che apre le ‘danze’, esordisce con ritmica sostenuta e gradevole motivo elettronico, mentre il canto di Andrea P. Latorre mantiene tonalità ‘discrete’, come orientate all’introversione. “The Scent”, subito dopo, è uno degli episodi più validi, fra ethereal e coldwave, minimale e suggestiva, mentre di “Tell Them” avevamo già parlato nella recensione dell’EP Tell Them evidenziandone i freddi, tetri colori, l’andamento vivace e la bella prestazione della vocalist. Poi, in “I Mean” lo scenario diviene assai oscuro, la trama ‘sintetica’ densa utilizza suoni più pesanti dal sapore techno e la voce oscilla fra canto e spoken word e anche “Guilty And Gifted” si mantiene sulla stessa linea, accentuandone appena l’aggressività; “She Uncovers Before Me” è un buon pezzo ballabile. Infine, superate le note accattivanti e orecchiabili di “What did I come for”, la chiusura è affidata alla pacata malinconia di “Static Moment” con le sfumature ‘atmosferiche’ che arricchiscono di un tocco peculiare un disco di livello più che soddisfacente.

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