Costituisce prova ammirevole l’esordio dei ragusani, disco che guarda discretamente al passato ma che volge lo sguardo lontano, essendo queste le premesse ogni loro ulteriore passo andrà valutato con attenzione. L’apertura affidata al singolo “Eyes of spy (perfect rage)” si appoggia su una trama asciutta ma raffinata e su un cantato circolare, la vena crepuscolare che l’attraversa trascina dietro di sé detriti di lontani ricordi, ma l’irruenza epica di “We’re timeless” incalza, quasi una dichiarazione d’intenti per una proposta che non si piega alla nostalgia e che chiede spazio, veemenza giovanile che brucia in fretta, ma più avanti ci attende una “The look of desire” che, al netto di citazioni che affiorano evidenti, rappresenta il primo episodio memorabile di Blossoms; il driving di basso e batteria, la chitarra che segna il ritmo folle del treno che ci conduce all’Inferno, i Sisterhood (quelli di Hussey) che cristallizzano il passaggio dai The Sisters o. M. ai The Misssion, attraversando il deserto dell’Arizona in compagnia dei Death Cult con l’epica grandiosa degli Snake Corps a fare da sfondo. Ci lascia senza fiato, letteralmente. Ma “riavvolgendo il nastro” torniamo sulla più raccolta “Starlight shadow”, mentre “Numbness” scivola lenta affondando la malinconia nel cuore fondo della notte, alla ricerca di certezze smarrite dall’infrangersi dei flutti del dubbio. Ma l’intiero Blossoms si spinge oltre, appunto guarda avanti, ad una fioritura imminente, ad un futuro che per The Shameless, mi ripeto, ipotizza vette ancora più elevate da conquistare. “The witness man” onora il suo titolo, è canzone che s’avvolge su se stessa ammaliandoci dal fascino ch’emana, quello del mistero… Ancora paesaggi desertici si materializzano nella nostra immaginazione suggestionata, le rovine di una ghost-town ci accolgono, ma è meglio proseguire oltre, fino ai moli ricoperti di muschio di “Monalisa”, ballata per marinai che vivono di rimembranze antiche, solo di quelle ormai. Musica e canto salgono lenti al cielo fino a sfiorare il firmamento, come non stabilire un contatto con i Nomotion? Sorprendente affinità di stile, intenso lirismo ed intimo tormento, chiosa perfetta del primo capitolo, ma il tomo rimane aperto su altre pagine che quando ascoltato hanno già abbozzato. C’è un futuro per questa musica, statene certi.