New Haunts: Worlds Left Behind

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Worlds Left Behind è il debut album del progetto inglese New Haunts. Esso è incentrato sulla figura di Alice Sheridan, personalità musicale vicina, per molti versi, a Zola Jesus con la quale condivide, oltre alle tinte ‘gotiche’, incisive tonalità vocali che rimangono ben impresse o anche a Hante., cui fa pensare, invece, per i contesti di notevole freddezza, spesso pervasi di sconforto. In realtà la Sheridan possiede una propria individualità che sicuramente le consente di distinguersi all’interno di un mondo in cui diviene sempre più difficile non confondersi nella massa. Il disco autoprodotto contiene nove tracce da ascoltare uno dopo l’altra, senza distrarsi: solo così si riesce a penetrare la sua peculiare, oscura sensibilità. Apre “Ingrained” ed è subito suggestione: andamento lento e cadenzato per un brano minimale in cui il pathos della voce dice praticamente tutto. La seguente “Reactions” è in linea con la precedente, cui aggiunge dolore e sensualità, mentre “Left Me Cold” volge direttamente al dramma con sonorità ipnotiche abbinate ad un canto che sembra più che altro un lamento; la bella “Hymns” propone un intermezzo meno sofferente e più melodico. Troviamo quindi “New Haunts” con note elettroniche che trasmettono una solennità ben adeguata ai toni intensi della voce e, subito dopo, l’oscurità di “Waves”, emanata da trame ‘sintetiche’ più aspre e dal cantato teso e pressante; “Same Medicine” è un momento patetico davvero struggente. Infine, bypassata la passione accesa e febbrile di “Safe Out Here” che, nell’unione di voce ansiosa ed elettronica cupa sa generare un’armonia insolita e inquietante, l’intrigante “Ice” conclude con suoni taglienti di stampo quasi ‘industriale’ e l’abituale intensità canora un disco con qualche ingenuità ma incisivo e profondamente ispirato.

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