Alcesti: Monumenti

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Dopo il disco del 2016 Nell’esistente e nell’onirico di cui avevamo parlato qui su Ver Sacrum, esce Monumenti, il nuovo EP – il primo ufficiale – dei trevigiani Alcesti da non confondere con i più noti francesi Alcest. Il nome fa riferimento ad una tragedia di Euripide mentre la musica è un’interessante  post-rock melodico con testi in italiano mai banali. In realtà non siamo di fronte ad atmosfere oscure o post-punk ma a uno stile che si può inserire nel calderone indie-pop. In ogni caso si nota una ricerca verso soluzioni originali e che siano riconoscibili. Rispetto al disco d’esordio si nota però un’attitudine, rispetto al passato, verso soluzioni più accessibili e meno cerebrali come si può notare fin dall’iniziale “Placenta”. La successiva title-track evidenzia come gli Alcesti abbiano la capacità di creare melodie ben definite all’interno di sonorità post-rock. In “Talamo” i suoni sono invece elettronici e minimali mentre le ambientazioni diventano evanescenti e oniriche: un brano convincente che sembra schiudere nuovi possibili scenari sonori. L’ultima traccia, intitolata “Nostri Mostri”, disegna paesaggi dai colori tenui e sfocati e conferma il nuovo percorso degli Alcesti teso verso uno stile più diretto e pop. I testi sono sempre interessanti e parlano della realtà che ci circonda in maniera surreale e criptica soffermandosi sulla tematica dell’incomunicabilità come in “Talamo”. Ora non resta che aspettare un nuovo disco sulla lunga distanza per capire meglio la nuova direzione artistica intrapresa dagli Alcesti. L’EP è prodotto da Martino Cuman ed è pubblicato da Dischi Soviet Studio. Mi sento di consigliare Monumenti a chi segue la scena italiana indie-pop.

 

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