The Secret: Lux tenebris

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Interrompe sei anni di silenzio discografico, Lux tenebris, e Southern Lord lo celebra esibendo una confezione in vinile dodici pollici “one sided” (con il lato B serigrafato), e rendendo disponibile pure una versione a tiratura limitata in argento (quest’anno la label di Greg Anderson celebra il ventennale di fondazione). Un’attenzione che il quartetto triestino (prendiamo Trieste come punto di riferimento, però, alcuni membri si sono nel frattempo “sparpagliati”; da lì provengono anche i Grime e gli Ooze) s’è dimostrato degno di ottenere, considerando il “peso” di due dischi come “Agnus Dei” e “Solve et coagula” (anche per gli Autori stessi, quante volte saranno stati, e verranno, posti dinanzi all’inevitabile confronto?). Personalmente avevo poi considerato il loro faldone archiviato per sempre: sciolti ufficialmente mai, ma un così lungo silenzio, in un ambito avulso dal sistema mainstream, significava per il sottoscritto la perdita definitiva. Come per gli Slowmotion Apocalypse, altra entità del Nord-Est che vede(va) operativo nei suoi ranghi lo skin-beater Tommaso Corte, della quale non si hanno più testimonianze da “Mothra” del 2009 addirittura.

The Secret by ABSE Photography

Il rientro dei The Secret conta “appena” tre brani, durata complessiva diciannove minuti scarsi, aperti dal crescere sinistro di “Vertigo”, vera ascesa/discesa agli Inferi. Ma gli indizi che il gruppo lascia intravedere tra le note senza peritarsi di mascherare alcunché, esibendoli anzi, sono diversi. Le tracce (sopra tutto “The sorrowful void”) vengono impregnate d’una esiziale essenza di black, gelido e ferale, che rende ogni traccia ancor più feroce, allontanando da sé ogni minimo moto di pietà, se mai accennato. La chitarra che reitera un riff velenoso, il tumultuare della sezione ritmica, con la batteria a tenere un ritmo mortifero ed il basso che penetra la cassa toracica, il cantato che esprime una desolazione abissale, incontenibile ed incommensurabile, la violenza incompromessa dell’hardcore (matrice ancora presente nel complesso costrutto dei The Secret) che viene diluita nel doom più funereo, rendendo così “Cupio dissolvi” che chiude l’eppì un concentrato sonoro pervaso da un forte sentimento di desolante rovina, sottolineato vieppiù da un finale mestissimo. Una litania funebre che potrebbe aprire i cancelli rugginosi dell’Ade ad un futuro ancor fosco (artisticamente), perché ascoltando Lux tenebris prende corpo l’auspicio che The Secret ci concedano ulteriori prove della loro bravura. Se si trattasse di un isolato episodio, sarebbe davvero un peccato.

 

 

Per informazioni: http://www.southernlord.com
Web: https://www.facebook.com/The-Secret
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