Varsovie: Coups et Blessures

0
Condividi:

Terzo disco per i Varsovie, fra i continuatori più rockettari del postpunk francese: Coups et Blessures rappresenta, a detta di tutti, un traguardo importante per il gruppo e la manifestazione di una maturità percepibile nel songwriting e nella qualità dei suoni. Le caratteristiche della musica di Varsovie sono quelle che la nostra Natalie C ha enumerato, parlando del precedente L’heure et la trajectoire: pathos ed energia, oscurità ed impeto, trasmessi da una chitarra risoluta e da una ritmica robusta, sono i termini che in qualche modo possono definire le nove tracce dell’album, il tutto abbinato a testi dal sapore letterario. Si comincia con la bella, appassionata title track, una struttura semplice ma incisiva incentrata su di una chitarra efficace, ritmo incalzante e parte vocale intensa che, occasionalmente, sembra rifarsi al modello di Bertrand Cantat senza, in verità, poter eguagliare l’attitudine ‘maledetta’ dei Noir Désir . Accentua i tratti “Revers De L’Aube”, rivelando prevedibili legami con il punk, mentre “Va Dire À Sparte”, optando per un contesto più orecchiabile enfatizza il pathos della voce; “Killing Anna” torna su suoni impetuosi e chitarra tagliente. Poi, “Le Lac”, uno degli episodi più riusciti, nella sua semplicità rimane impressa per la melodia accattivante, sostenuta da un ritmo febbrile, e per il canto penetrante mentre, poco dopo, “Discipline” propone un momento più pacato, pervaso di amarezza. Delle restanti cito la conclusiva “Feux”, dall’esordio cupo e meditativo, che chiude tuttavia con l’abituale impeto e una chitarra incisiva un disco nel complesso soddisfacente.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.