Hidden Souls: The Incorruptible Dream

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Una delle band su cui la Echozone quest’anno ha scelto di puntare sono gli Hidden Souls, trio argentino in attività dal 2005 che, però, soltanto quest’anno ha pubblicato il debut album The Incorruptible Dream. Le loro influenze derivano da elettronica pop ed EBM, generi che essi sfruttano per creare un amalgama onestamente un po’ anonimo, che non sa nè dell’uno nè dell’altro e alterna con criteri indecifrabili suoni orecchiabili e melodici a passaggi più duri e ‘scabrosi’, facendo ipotizzare che i nostri siano, al momento, alla ricerca di un proprio stile. Le undici tracce del disco si rivelano dunque di livello variabile, poichè, alla band, le sonorità più cupe e dark riescono decisamente meglio, mentre i brani più tipicamente elettropop scivolano facilmente nel banale assoluto. L’opener “The World is Falling” appartiene alla prima categoria anche se, in verità, qui i riferimenti sembrano piuttosto essere i Depeche Mode nella loro versione più orecchiabile: la melodia risulta, comunque, riuscita e la parte elettronica efficace. Ma già con “Deep Emotions” appare chiara la ricerca di un pathos che ha il sapore dell’affettazione, come ben si palesa, per esempio, in “Separate Ways”, dopo gli intermezzi vivaci e sostanziosi di “Hearts & Minds” e “Revenge”, quest’ultima con chiare reminiscenze pop/rock anni ’80. Sintetizzando, gli episodi migliori sono “Darkness Falls Down”, svelto pezzo ballabile dalle sonorità ‘vintage’ e la conclusiva “Political Brainwash Machine”, che si avvale di un arrangiamento meno convenzionale e più variegato.

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