Death In June: Essence!

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A distanza di 5 anni dal deludente The Snow Bunker Tapes esce un nuovo disco della Morte in Giugno. Confesso che non avevo molto aspettative: ormai sono anni che Douglas P. trascinava stancamente la propria carriera pubblicando album francamente modesti, noiosi e privi di ispirazione. L’ultima uscita degna di nota fu Operation Hummingbird del 1999 – un po’ il seguito di Take Care And Control del 1998 – ma stiamo parlando comunque di un disco – pur riuscito – scritto in collaborazione con Albin Julius dei Der Blutharsch. In realtà l’utima sua opera imprescindibile fu il capolavoro Rose Clouds Of Holocaust uscito nel lontano 1995, vero e proprio manifesto, assieme al precedente But, What Ends When The Symbols Shatter?, della compiuta maturazione del linguaggio neo-folk e, all’epoca, mia personale colonna sonora. C’era una canzone – in Rose Clouds Of Holocaust, che si intitolava “13 Years Of Carrion” (“13 anni di putrefazione”) che simboleggiava un po’ il percorso esistenziale di Douglas P.: purtroppo da allora la sua creatività si è arrestata. E’ così con un certo scetticismo che mi sono approcciato al nuovo Essence!. E invece mi sono trovato di fronte ad una piacevolissima sorpresa: dopo tanto tempo ritroviamo di nuovo il basso e, oltre alla chitarra acustica, anche una chitarra elettrica distorta e sonorità elettroniche: sicuramente si tratta di una novità positiva considerando che il suono – in dischi come “The Rule Of Thirds” e “The Snow Bunker Tape” – si era fatto davvero troppo scarno. Dopo la breve introduzione di “Welcome To Country” la successiva “God A Pale Curse” sembra uscita – e ne fa rivivere lo splendore – dal citato “Rose Clouds Of Holocaust”. Anche “The Trigger” è un’altra efficace ballata neo-folk in stile Death In June che fa venire i brividi: dopo tanti pallidi imitatori Douglas P. è finalmente tornato!. “The Humble Brag” poi è uno dei pezzi forti del disco che mi ha fatto addirittura tornare alla memoria un brano “morriconiano” come “The Honour Of Silence” contenuto nel classico Nada!. Si avverte, in generale, l’atmosfera lugubre e tetra che ha sempre caratterizzato la loro produzione migliore. In “What Will Become Of Us!” ritorna anche la mitica tromba, vero e proprio marchio di fabbrica che sicuramente emozionerà i nostalgici. La chiusura è affidata a “My Florida Dawn”, una traccia elettronica e crepuscolare che può ricordare alcune atmosfere oscure di “The Wall Of Sacrifice”. Essence! rappresenta la rinascita dei Death In June e può essere messo accanto alle loro cose migliori: l’auspicio è che si tratti, dopo tanti passi falsi,  di una salutare svolta nella carriera dei Death In June. Disponibile su Bandcamp: https://deathinjune.bandcamp.com/album/essence.

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