Dimensione Cosmica: Rivista di letteratura dell’immaginario: 3

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Continua le pubblicazioni la nuova Dimensione Cosmica, una rivista in origine fondata nel 1978 da Michele Martino e diretta negli anni ’80 da Anna Rinonapoli e, successivamente, da Renato Pestriniero. De Turris, prima scettico, si è fatto convincere a intraprendere un nuovo corso di Dimensione Cosmica: si tratta sicuramente di un’iniziativa coraggiosa in un periodo storico in un cui il cartaceo non gode di buonissima salute. Ma, come diceva lo stesso De Turris – direttore del periodico assieme ad Adriano Monti Buzzetti – nell’editoriale del primo numero, è anche un tentativo di porre un freno al potere della Rete – mezzo ormai importante e in cui è possibile reperire molte informazioni – ma, allo stesso tempo, anche una sorta di calderone delirante in cui ognuno ha voce in capitolo. Il numero 3 di Dimensione Cosmica è molto interessante: troviamo infatti un lungo speciale dedicato al movimento del Futurismo fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909: l’appronfondimento è a cura di Guido Andrea Pautasso, un esperto e collezionista della materia. Ne viene fuori un quadro sorprendente, in cui viene messo in rilievo, anche attraverso “prove concrete” sotto forma di testi – fra cui Gli Indomabili del citato Filippo Tommaso Marinetti – , come il Futurismo sia accostabile alla cosiddetta “fantascienza popolare”. Con questo non si vuole dire che siano 2 fenomeni sovrapponibili: il primo resta pur sempre un “movimento artistico d’avanguardia”. Restano però indubbiamente delle connessioni. Ma anche il resto del fascicolo presenta contenuti molto accattivanti: per gli amanti del fantasy Umberto Sisia ci parla di Terry Pratchett mentre Max Gobbo del Solomon Kane di Robert E. Howard. Per gli appassionati del “Weird classico” ecco invece Francesco Lo Manno che ciparla del ciclo di Hyperborea di Clark Ashton Smith, tra l’altro rimasto fuori dal recente volumone uscito nei Draghi Mondadori e quindi diventato abbastanza raro nel mercato collezionistico. Adriano Monti-Buzzetti si sofferma invece sulla creazione di un centro studi consacrato a “Bradbury” presso l’universitò dell’Indiana. Molto stimolante si rivela poi essere l’intervento di Enrico Rulli Esiste una crisi del Fantastico? che getta un sasso nello stagno con considerazioni non sempre condivisibili ma che nondimeno si rivelano di un certo interesse.  Alessandro Michelucci in Suoni dallo spazio profondo: quando la musica incontra la Fantascienza è autore di un’attenta disamima fra i rapporti fra musica e fantascienza – si spazia dal progressive all’elettronica -anche se ci sono delle lacune ad esempio mancano gli Hawkwind! Come consuetudine c’è poi molto spazio per la narrativa italiana con racconti di Pierluigi Della Minola, Andrea Scarabelli, Giorgio Betti, Marco Gordini, Patrizia Remiddi e Alessandro Forlani. In particolare segnalo il racconto di Andrea Scarabelli, davvero ben scritto e che rievoca, attraverso un’atmosfera metafisica, il fantasma di Erich Zann – personaggio di uno dei piu efficaci racconti “lovecraftiani” ovvero La musica di Erich Zann – e quello di Pierluigi Della Minola, quest’ultimo un incubo delirante e “borgesiano” che riporta alla luce le atmosfere cosmiche e nero del “Solitario di Providence”. Chiudono il numero un articolo di Maria Ceraso e Giuseppe Aguanno che ci parlano della serie tv Black Mirror e una rubrica dedicata alle rencensioni dove si parla anche della bellissima Zothique di Pietro Guarriello di cui sta per uscire il secondo numero. Forse l’unica critica riguarda la grafica e l’impaginazione che potrebbe essere più curata. Dimensione Cosmica è disponibile presso il seguente link: http://dimensionecosmica.blogspot.com/.

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