Il Segno del Comando: L’incanto dello zero

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Esce L’incanto dello Zero, nuova opera della band di culto de Il Segno Del Comando. Un nuovo disco della band genovese è sempre, per i suoi seguaci, una sorta di evento. Il gruppo non è infatti molto prolifico se teniamo conto che l’ultimo disco – Il volto verde – è uscito nel 2013: in oltre 20 anni di carriera sono usciti – compreso l’ultimo – solo 4 dischi più un “live”.  Siamo di fronte ad un progetto particolare che va oltre la musica. Fin dall’esordio nel lontano 1997 Il Segno del Comando si è subito caratterizzato per un’attenzione a certa cultura gotica ed esoterica: nel primo lavoro il concept era consacrato allo sceneggiato degli anni ’70 – appunto Il Segno del Comando – con Ugo Pagliai e Carla Gravina mentre la musica riecheggiava la mitica stagione del progressive italiano di quel periodo in anticipo rispetto ad altre produzioni successive dello stesso filone. I successivi Der Golem e Il Volto Verde prendevano invece ispirazione da 2 romanzi del grande Gustav Meyrink,vera e propria figura di “scrittore e iniziato”. Il suono, nel frattempo, era diventato più duro con influenze heavy metal anche se la matrice prog di gruppi come Goblin e Il Balletto di Bronzo era – e rimane –  sempre ben riconoscibile. Forse, a questo punto, mi sarei aspettato un altro concept su Meyrink, magari tratto da Il Domenicano Bianco o da L’Angelo della finestra d’occidente. E invece, in questo caso, Banchero ha rivolto la sua attenzione a un romanzo di Cristian Raimondi ovvero Lo Zero Incantatore. Confesso che non conoscevo l’autore ma, dopo essermi documentato, ho capito che siamo di fronte ad un personaggio oscuro e particolare, una sorta di “Angelo dell’Apocalisse” che si definisce un “non scrittore”: i suoi interessi sono rivolti alla religione e, in particolare, al cristianesimo delle origini. In realtà, leggendo qualcosa dei suoi “deliri” sulla sua pagina facebook (https://www.facebook.com/huor.veneanar), l’impressione è che, nonostante quanto da lui asserito, emergano talvolta, dal suo flusso incoerente dettata da una “Voce interiore”, delle schegge di letteratura. Così il nuovo disco è intitolato “L’incanto delle zero” ed è ispirato proprio dal libro di Cristian Raimondi. Musicalmente L’incanto dello Zero suona, a mio avviso, più coeso e più a fuoco rispetto al passato: dopo l’iniziale “Intro – Il senza ombra”, una traccia strumentale degna degli Jacula, la successiva “Il calice dell’oblio” ci immette subito nel vivo del disco: la bella voce del nuovo cantante Riccardo Morello è sorretta da un suono compatto e, soprattutto, riconoscibile: in mezzo a tante produzioni gotic-metal simili, il sound de Il Segno del Comando riesce ad emergere per la sua originalità: il basso pulsante di Diego Banchero, la batteria potente di Fernando Cherchi, le chitarre taglienti di Roberto Lucanato e Beppi Menozzi e le tastiere spettrali di Davide Bruzzi e dello stesso Menozzi riescono a creare la giusta atmosfera. In “Al cospetto dell’inatteso” troviamo ospiti Maethelyiah e Paul Nash – dei Danse Society – alla chitarra in un brano dalla forza dirompente perfetto per una colonna sonora horror. Molto toccante poi “Nel labirinto spirituale” che mi ha riportato alla memoria certe sensazioni che ha saputo darmi solo certo prog italiano. Non ci sono comunque cali di tensione e L’incanto dello Zero scorre fino alla fine senza intoppi per quello che rappresenta un grande e gradito ritorno. Suggestivo anche l’artwork di Paolo Puppo. Disponibile presso Black Widow anche in versione in vinile a tiratura limitata con libretto e inserto e in un’edizione speciale di 50 copie in vinile colorato e numerato con poster, libretto, inserto, photocard e sticker. Il libro Lo Zero Incantatore può essere richiesto all’autore o a Diego Banchero.

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