Lacuna Coil: The 119 Show – Live in London

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19 gennaio 2018, O2 Forum, Kentish Town, Londra. Venti anni di Lacuna Coil. “1.19” come la traccia numero sei di “Unleashed memories”, pubblicato nel 2001. Già allora loro ci credevano, chi li criticava forse meno, a questo punto chi ha vinto la partita è chiaro.

 

Il gruppo più rappresentativo del movimento metal/alternativo italiano. Lo attestano fattori di peso quali una etichetta importante, quella Century Media che in loro ha investito risorse ed aspettative, ed il coraggio mostrano nello sfidare il mercato americano. Dove parti da zero, non sei nessuno, devi conquistarti il favore del pubblico avanzando centimetro dopo centimetro. Produzioni affidate a Waldemar Sorytcha, Don Gilmore, Jay Baumgardner, ma anche Marco Coti Zelati che ha firmato l’ultimo “Delirium”. Uno stile definito che è mutato negli anni (chi è pro e chi è contro…) incorporando elementi diversi senza stravolgere la struttura base. Cambi di line-up fisiologici, in quattro lustri. Ma la visione globale mai è venuta meno. Ecco l’elemento fondante della formula che ha permesso ai LC di giungere fino ai giorni nostri. Tecnica che si è via via affinata, portando ad una maturazione costante ed esponenziale (vedasi il ruolo sempre più autorevole di Andrea Ferro). E sopra tutto ottime canzoni, senza tutto sarebbe inutile e destinato al fallimento.

 

Londra. Non a caso scelta per fissare un punto importante nella tabella di marcia di un gruppo che possiede ancora quello spirito indomito che ti porta anche ad azzardare mosse per altri impensabili, ma quando puoi fare affidamento su una carriera inattaccabile (e su una fan-base inossidabile, numerosa ed internazionale) nulla ti è precluso, e questo lo sanno, sia i veterani che i nuovi entrati. Una preparazione accurata, certosina, le note del booklet la descrivono con partecipazione, sono dei professionisti e si comportano come tali in un microcosmo popolato di dilettanti che definir tali è dir poco. Il make-up, i costumi (per i maschietti ovviamente meno impattanti rispetto quelli della cantante), il palco, la disposizione dei musicisti (con Scabbia/Ferro/Coti Zelati a far fronte e Cavallotti/Folden appena indietro, anche se ben evidenti), gli interventi dei numerosi performer della crew di Incandescence Circus Theatre Company (la presenza dei quali m’attendevo più decisa). E la scaletta, che molto trae da “Unleashed memories”, “Comalies” (definito dalla cantante “disco iconico”) e “Karmacode”, ma che affonda i suoi tentacoli fono agli esordi (“My wings”, “Soul into hades”, “Veins of glass”, “Falling”), affermando la continuità di lavori che i fedeli tengono a cuore, come gli arpeggi gotici di “One cold day” che sottolineano la dedica a Claudio Leo, uno dei fondatori, mancato nel 2013, e questo è uno degli episodi centrali della prima parte di scaletta. Suoni più diretti che si alternano ad altri più meditati, profondi, ed il confronto fra la prima parte della produzione-LC e quella più recente è inevitabile pur senza discrepanze evidenti (perché il repertorio è mandato ormai a memoria), tutto scorre abbracciando l’uditorio in una unica stretta, come quando della scena s’impossessano le pulsioni umbratili di “Falling” e di “Wide awake” , con il pianoforte di Silvia Zanaboni ad offrire appoggio alla voce della Scabbia che mostra sicurezza (in altri episodi, quelli più declinati al nu/alternative “forza” la voce, e si sente). Un attimo prima che “I forgive (but I won’t forget you)”, dilatata da una introduzione tastieristica che a me richiama i Simple Minds, “Enjoy the silence” e “Nothing stands in our way” serrino il sipario su “The 119 show” (che doppia il ponderoso box-set “The present of the past” che lo ha preceduto di pochi mesi), con quest’ultima a ribadire quanto il complesso creda in se stesso.

 

Ben oltre due ore di musica, suoni curati che rasentano la perfezione senza per questo limitare l’effetto “live”, i Lacuna Coil fotografati al loro attuale apice performativo, questo è un live-album, null’altro che una istantanea che fissa un preciso evento ed una fase ben definita della storia di un gruppo. Spartiacque tra passato/presente e futuro? Chissà, per ora il tempo da dedicare a “The 119 Show” non deve mancare, mettetevi comodi.

 

DVD: oltre al concerto, interviste ed il dietro le quinte. Del live-show rimangono impresse la scene di Cristina Scabbia che si solleva nell’aria mentre interpreta i due brani acustici, i costumi di scena (o meglio le divise, perché tali sono, il retaggio del nu-metal?), le mimiche dei figuranti. Ed il pubblico, ovviamente.

 

Formati disponibili: 2CD/DVD, Blu-Ray/DVD/2CD, digital album

 

CD1

Intro

A current obsession (Unleashed memories – 2001)

1.19 (Unleashed memories – 2001)

My wings (In a reverie – 1999)

End of time (Dark adrenaline – 2012)

Blood, tears, dust (Delirium – 2016)

Swamped (Comalies – 2002)

The army inside (Dark adrenaline – 2012)

Veins of glass (In a reverie – 1999)

One cold day (Broken crown halo – 2014)

The house of shame (Delirium – 2016)

When a dead man walks (Unleashed memories – 2001)

Tight rope (Comalies – 2002)

Soul into hades (Lacuna Coil EP – 1998)

Hyperfast (Halflife EP – 2000)

 

CD2

I like it (Shallow life – 2009)

Heaven’s a lie (Comalies – 2002)

Senzafine (Halflife EP – 2000/Unleashed memories – 2001)

Closer (Karmacode – 2006)

Comalies (Comalies – 2002)

Our truth (Karmacode – 2006)

Intermezzo

Falling (In a reverie – 1999)

Wide awake (Shallow life – 2009)

I forgive (but I won’t forget your name) (Broken crown halo – 2014)

Enjoy the silence (Karmacode – 2006) – cover Depeche Mode

Nothing stands in our way (Broken crown halo – 2014)

 

 

Per informazioni: http://www.centurymedia.com
Web: http://www.lacunacoil.com
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