Vidi Aquam: Oberland

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E’ uscito di recente un mini CD di Vidi Aquam, il progetto di Nikita in attività da oltre un ventennio, che non sentivamo dal precedente Fog Vision. Da sempre elemento di rilievo nella scena milanese e animatore, come si sa, della webzine Rosa Selvaggia, Nikita ha optato per uno stile post punk dalle sonorità non certo eteree in cui, insieme a trame ‘sintetiche’ incisive, si fanno ben sentire anche basso e chitarra, con esiti spesso energici e pregnanti, mentre la parte vocale non è priva di un certo carisma. Oberland – questo il titolo del disco – è un concept con cinque brani di buon livello, tutti dedicati a Berlino, che, vista come una città in decadenza a causa della globalizzazione e dell’invadenza del turismo, si sta allontanando dallo spirito che l’ha sempre caratterizzata e l’ha resa punto di riferimento per culture di ogni tipo. La prima traccia, “Gentrification”, esordisce con suoni incalzanti, basso e chitarra tirati e canto incisivo e impetuoso, che quasi richiama la ‘ribellione’ del punk. La successiva title track apre con un bel basso ‘insistente’ e un giro di chitarra di quelli che rimangono impressi – suonata dal vivo deve avere un effetto niente male! – mentre “Spielstadt”, uno degli episodi migliori, colpisce soprattutto per la parte ‘sintetica’ oltre che, ancora una volta, per la voce che, palesemente ‘addestrata’ alla scuola di Peter Murphy, si impone con tonalità intense e vigorose. Infine, se “Breahless” disegna uno scenario ‘wave’ più malinconico che teso, benchè sia ‘provvisto’ di momenti vibranti, “Pass the Borderline” conclude con ritmica ‘marziale’, note di chitarra veementi ed elettronica corposa – oltre che con l’espressività del canto – un lavoro piccolo ma non debole, anzi decisamente di carattere.

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