Allerseelen: Chairete Daimones

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Esce, per l’etichetta Aorta, il nuovo disco di Allerseelen Chairete Daimones. Avevo già recensito, nel 2017, il singolo Anubis/Chairete Daimones le cui tracce vengono qui entrambe riprese. Dico subito che l’ascolto di Chairete Daimones  conferma il valore di Allerseelen: Gerhard Hallstatt, nel corso del tempo, ha infatti creato un suono riconoscibile a metà fra sonorità martial-industrial e neo-folk: lo stile, in alcuni momenti, non è così lontano dagli Amon Düül II. La prima traccia “Unendlichkeit”, una sorta di folk paganeggiante, mi ha ricordato proprio gli Amon Düül II più folk. Nella successiva “Anthrazit” torniamo più verso il tipico stile martial-industrial di Allerseelen con un bel basso alla Joy Division in evidenza. “Was Keiner Wagt” è sempre molto folk teutonica. “Anubis” è una traccia molto potente e hard-rock e, come scrivevo all’epoca, rappresenta qualcosa di inedito nella loro musica: il testo – in cui rivive lo spettro del Dio dei morti egizio – è stato ispirato a Gerhard Hallstatt da Aleister Crowley. Molto bella poi “Hobellied”, sempre caratterizzata da un bel basso potente: mi ha ricordato i Der Blutharsch dei tempi migliori. “Ludwig” è molto oscura e inquietante e disegna paesaggi tenebrosi. Non mancano i consueti riferimenti alla cultura teutonica e alla crisi del mondo moderno. Il suono è molto compatto, oscuro e monolitico: devo dire che Gerhard Hallstatt si conferma un artista integro che, nel corso del tempo, è rimasto fedele alla sua filosofia senza perdere smalto. Chairete Daimones è un disco che, potenzialmente, potrebbe piacere a molti.

 

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