Allerseelen: Frühgeschichte IV - Lacrima Christi

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La Aorta prosegue nel lavoro di disseppellimento di vecchio materiale degli Allerseelen. Il progetto dell’austriaco Gerhard Hallstatt si è fatto un nome all’interno della scena gotica in virtù di un suono originale che unisce sonorità martial-industrial e neo-folk. Il nome Allerseelen è stato anche al centro, in passato, di alcune controversie relative alla loro ideologia. In realta’ sono stati tirati in ballo in maniera forzata. Non è certo un mistero che gran parte dei gruppi appartenenti a quest’area abbia spesso giocato con simboli ambigui citando esponenti feticcio della destra radicale: per fare un esempio Tony Wakeford, in un’intervista, disse che il titolo del disco dei Sol Invictus Agains The Modern World gli era stato ispirato da un libro del filosofo tradizionalista italiano Julius Evola. Ma, in questo senso, i Der Blutharsch sono stati ancora piu’ espliciti nell’utilizzo di un’iconografia destrorsa. Gerard Hallsratt e’ invece un grande ammiratore di Curzio Malaparte e del suo romanzo ambientato a Napoli “La pelle”. Detto questo la prima fase musicale di Allerseelen è stata, in realtà, nel solco di un ritual dark-ambient senza compromessi in cui, sinceramente, non si vede nessun indizio del suono futuro. Ne è una dimostrazione il presente Frühgeschichte IV – Lacrima Christi. Quel che possiamo ascoltare sono loop ipnotici in cui si possono riconoscere strumenti a percussioni e voci subliminali: l’effetto creato è realmente trascendente e mi ha ricordato alcune delle prime opere dei visionari Zoviet France. Attraverso mezzi assolutamente minimali Gerhard Hallstatt conduce l’ascoltatore in un’altra dimensione dischiudendogli il Velo di Maya della realtà di cui parlava Schopenhauer. La qualità sonora non è eccelsa: in origine Lacrima Christi uscì nel 1989 solo in cassetta. Questa ristampa in cd in lussuoso digipack – in un’edizione limitata a 300 copie – è un’occasione per i collezionisti di mettere le mani su un periodo oscuro di Allerseelen che oggi forse ci appare lontano.

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