Sharon Van Etten: Remind me tomorrow

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L’effetto sorpresa si è esaurito da tempo, la Van Etten si avvia ai quaranta e dal suo talento maturo ci si attende da ogni prova uno step-up. Ma Essa ha accumulato un tale bagaglio di esperienza che può attingervi a piacimento, così che anche una prestazione alla prova dei fatti non trascendentale assomma un punteggio più che discreto. Perché Remind me tomorrow è un buon disco davvero e se portasse inciso in copertina un altro nome, meno “fragoroso” di quello dell’ormai ex-ragazza di Clinton (no, non Bill, gasp in che vespaio mi sto cacciando), New Jersey (ecco, così riparo), farebbe tutt’altro effetto, e saremmo magari qui a bearci dell’ennesima nuova sensazione del canto femminile. Ma la fama è tale che fuggirvi è impensabile, celarsi in un cantuccio, rimuovere gli effetti che la sua creatura produce sulla platea composta da fedeli, fedelissimi e da semplici curiosi non si può. Vi sono alcune perle pop lucentissime, il trittico “Jupiter 4”/“Seventeen”/”Malibu”, impasti di farina di qualità finissima per tante altre colleghe semplicemente inarrivabili, intrecci armonici piacevolissimi, traiettorie melodiche perfette (“Stay”). Una scrittura magari leziosa (“Comeback kid”) ma sempre scintillante (“Hands”). Questa è classe, vero?

 

Per informazioni: http://www.sharonvanetten.coms.it
Web: http://www.sharonvanetten.com
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