Xiu Xiu: Girl with a basket of fruit

0
Condividi:

Forse il meglio lo ha(nno) speso fra “Promise” (2003, la copertina smosse un polverone) e “Women as lovers” del 2008, è comunque assodato che ogni uscita del collettivo di San Diego rappresenta una sfida sia per chi compone/produce che per chi ascolta. Non è da meno questo Girl with a basket of fruit (che qualcosa dal capolavoro caravaggesco de il “Ragazzo con il canestro di frutta” potrebbe aver preso in sede di abbozzo e di sviluppo tematico, è che da quando ho letto il titolo si è creato un immediato e chissà forse fallace collegamento), disco che esce dopo una cura rigenerante costituita dalla rielaborazione della colonna sonora di “Twin peaks” (“Plays the music of Twins Peaks” si è guadagnato positivi responsi di pubblico). Apre la title-track e da qui in poi ci si immerge in un delirio di percussioni (reparto rafforzato dall’innesto del solido mestierante Thor Harris ex-Swans), di suoni disturbanti (il vibrare della viola, ascoltate Girl with a basket of fruit in cuffia, prego), di urla ed invocazioni/invettive (“It comes out as a joke”); “Amargi we moo” e “The wrong thing” tagliano a fette la tensione tenendoci in precario equilibrio (mentale) sulle corde sfregate dall’arco con grazia “feroce”, disegnando traiettorie orrorifiche più efficaci di un arsenale di marchingegni elettronici. I nemmeno tre minuti di “Ice cream truck” servono da riscaldamento ad Harris, ingresso che pesa non poco nell’economia del suono di Girl with a basket of fruit, conferma che giunge con il successivo “Pumpkin attack on mom and daddy”, che titolo eccezionale: il ritmo aumenta, si fa più pressante, a poco valgono gli estratti vocali da chissà quale pellicola, almeno così mi pare, questo brano è uno dei cardini sui quali poggia l’intera architettura concettuale del disco. Che con la citata “The wrong thing” torna ad una forma pop/cameristica con Stewart eccezionale interprete di un episodio marcatamente dark. Quante volte lo ho ascoltato, vorrei da Stewart una intera collezione di “canzoni” come questa (l’esercizio “Twin Peaks” ha evidentemente giovato). Poi con “Mary Turner, Mary Turner” si torna a percorrere la via del rumore, ma devo farmene una ragione, ci sono ancora due pezzi. “Scisssssssors” (con tutte quelle esse, che fatica digitarlo) è il primo singolo ed uno dei due video che hanno fatto da apripista a GwboF (l’altro è “Attack”), forse non merita appieno tale onore, ma se così ha deciso il main-man un motivo ci sarà. Percussioni sugli scudi ed inserti d’archi, ascolto dopo ascolto guadagna punti. Che dire, giunti a questo punto, di Girl with a basket of fruit? Non delude certo e piacerà allo zoccolo duro, ma il bello deve ancora venire, con “Normal love” (?) che chiude la scaletta: sicuramente è il capitolo più particolare, più personale financo del lotto, con una sghemba melodia di notturno piano che lo attraversa sottopelle, sulla quale Stewart intesse una trama vocale sofferta e passionale. Un episodio quasi pop! Inutile chiedere di più, a chi Xiu Xiu non piace che Girl with a basket of fruit contenga spunti interessanti ed elaborazioni audaci poco importa. Per chi si attendeva conferme e/o smentite, anche questo lavoro susciterà emozioni e giudizi contrastanti. Ma questo è il fine dell’Arte.  Un progetto che da venti anni, tra alti e bassi inevitabili, ha consolidato il proprio status anche prendendosi azzardi va comunque tenuto in considerazione. Questo non è un prodotto assemblato per piacere ad ogni costo, ed è anche per questo che Girl with a basket of fruit la piena sufficienza (ed anche qualcosina in più) se la guadagna con merito. Produzione di Angela Seo e di Greg Saunier (Deerhoof).

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.