Aeon Sable: Aether

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Altro disco uscito alla fine dell’anno scorso, Aether è sicuramente un bel traguardo per una delle più valide ‘incarnazioni’ attuali del verbo ‘gotico’, i tedeschi Aeon Sable. Entrati nella ‘scuderia’ della Solar Lodge fin da Visionaers, i nostri pubblicano un sesto album di impeccabile fattura, con sette tracce tutte di buon livello e curatissime in ogni aspetto: una prova di maturità per una band che si è conquistata, nel tempo, un pubblico fedele, e un ottimo ascolto sia per i ‘cultori’ che per i ‘rockettari’ di ogni epoca. Se nelle atmosfere degli Aeon Sable inevitabilmente ‘aleggiano’ i classici di altri tempi, come Sisters of Mercy o Fields of the Nephilim, è tuttavia evidente la libertà con la quale il gruppo spesso e volentieri se ne distacca, fino ad arrivare ad un sound estremamente eclettico, che attinge a riferimenti di vario tipo. Vediamo nei dettagli: l’opener “…Hand Of Glory & The Nihilist” esordisce in solennità sviluppando gradualmente uno scenario cupamente gotico e dai colori pesanti; grande la prestazione vocale del frontman Nino, che oscilla fra tonalità cavernose e altre pateticamente tormentate. Subito dopo, “Follow The Light” propone un momento più leggero e orecchiabile, mentre “Deadlock Canon” indugia alla malinconia e a sonorità evocative; “Burn For Salvation”, uno degli episodi migliori, richiama i classici del genere con massima libertà e il vocalist dà qui davvero il meglio. Ma non mancano passaggi insoliti e sorprendenti come la seguente “O Senhor Do Medo”, cantata interamente in portoghese, che, in ben dieci minuti di durata, tratteggia un’atmosfera di totale, sofferta oscurità. Infine, con la sinistra, desolata lentezza di “Dark Matter” – ma quanto pathos nel canto di Nino! – e il crescente afflato drammatico della lunghissima “Leaving The Fourth Season” si conclude questo bell’album, godibile da tutti i punti di vista.

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